Aste CO2, per l’Italia proventi per oltre 800 milioni di euro

Il GSE pubblica il rapporto sulle Aste di quote europee di emissione–II trimestre 2022. L’aumento dei prezzi fa crescere i ricavi nonostante la contrazione dei volumi d’asta

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Metà dei ricavi delle Aste CO2 dovranno essere spesi nella lotta climatica

(Rinnovabili.it) – Più di 800 milioni di euro. Per la precisione 828,8 milioni. A tanto ammontano i ricavi generati dall’Italia dalle Aste CO2 per il secondo trimestre 2022. Lo ha reso noto venerdì scorso il Gestore dei Servizi energetici (GSE) pubblicando il consueto report di aggiornamento. Il documento, come spiega lo stesso GSE, tiene traccia dell’andamento delle quote di emissione assegnate, del mercato europeo del carbonio e dei principali mercati energetici ad esso connessi. Si scopre così che da aprile a giugno del 2022 le EUA (European Union Allowances), ossia le quote emissive che nell’ambito dell’ETS comunitario compensano 1 ton/CO2eq emessa a testa, hanno generato per tutti gli Stati membri proventi per oltre 10 miliardi di euro. Si tratta di una cifra in crescita rispetto all’anno precedente: ben 1,3 miliardi in più confrontandola con i ricavi del II trimestre 2021. Facile intuirne il motivo, visto i progressivi aumenti dei prezzi di chiusura, attestatisi tra i 70 euro e i 90 euro.

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Il GSE sottolinea anche come il differenziale tra il livello dello switching price e il prezzo della quota si sia ridotto sebbene il primo sia stabilmente ben al sopra del secondo. “In linea teorica, potrebbe essere economicamente più vantaggioso produrre energia utilizzando carbone piuttosto che gas naturale”, si legge nel rapporto.

E l’Italia? l’Italia nel periodo in questione ha collocato circa 10 milioni di quote EUA ad un prezzo medio di 83 euro ricavando dalla Aste CO2 circa 828,8 milioni di euro. Rispetto al 2021, i proventi complessivi sono aumentati del 15% ma in linea con quanto incassato nel trimestre precedente. Il GSE ricorda che il numero di quote messe all’asta da ciascuno Stato è determinato prevalentemente sulla base delle emissioni storiche degli impianti fissi coperti dall’EU ETS presenti sul territorio nazionale. E che almeno la metà dei proventi delle aste CO2 per gli impianti fissi e tutti i ricavi delle aste di quote per gli operatori aerei devono essere utilizzati dagli Stati membri in azioni volte a combattere il cambiamento climatico.

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