Aste della CO2, nel 2020 l’Italia ha ricavato 1,3 mld di euro

Rispetto al 2019 i proventi complessivi sono aumentati dello 0,3% grazie all’incremento dei volumi all’asta che ha compensato la contrazione dei prezzi.

Aste della CO2
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Il GSE pubblica il Rapporto sulle Aste di quote europee di emissione–Annuale 2020. 

(Rinnovabili.it) – L’azione climatica paga e in alcuni casi lo fa direttamente. È il caso delle Aste della CO2, meccanismo chiave del sistema per lo scambio di quote di emissione (ETS) dell’Unione europea. Dal 2013, infatti, agli impianti dei settori più energivori vengono assegnate quote di emissione, a titolo oneroso, attraverso piattaforme d’asta gestite attraverso l‘European Energy Exchange (EEX) e l’ICE Futures Europe (ICE). E ogni anno i singoli Stati fanno il punto sull’andamento del sistema.

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In Italia il compito spetta al GSE che ha pubblicato in questi giorni il Rapporto GSE sulle Aste di quote europee di emissione–Annuale 2020. Il documento offre uno sguardo d’insieme sulle Aste della CO2, nel contesto della regolazione europea e dei trend del mercato del carbonio, monitorando da vicino gli indicatori d’efficacia (switching price carbone-gas). Ma soprattutto rivela come nel 2020, livello europeo, i proventi generati dal collocamento delle EUA-European Union Allowances (quote di emissione valevole singolarmente per compensare 1 ton/CO2 equivalente) sono stati pari a 19 miliardi di euro. Il valore rappresenta un incremento del 31% rispetto l’anno precedente ed è dovuto ad un aumento dei volumi d’asta, passati dai 588 milioni di EUA nel 2019 a 778 milioni dello scorso anno.

Questo balzo in avanti è alto è stato a sua volta innescato dalla ripresa delle aste britanniche e dall’avvio del collocamento delle quote destinate al Fondo Innovazione. In compenso, il prezzo medio ha subito una riduzione arrivando 24,4 euro dai 24,6 del 2019. Inoltre sono state collocati 7,5 milioni di EUA A (le quote utilizzabili esclusivamente da parte del settore aereo) ad un prezzo medio di 23,9 euro. Con proventi complessivi delle pari a 180 milioni di euro.

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“Nel 2020 – aggiunge il Gestore – lo Switching Price si è attestato ben al sotto del prezzo della quota per gran parte dell’anno. Ciò, in linea teorica, ha contribuito a mantenere i costi marginali delle centrali a carbone meno convenienti rispetto alla generazione con gas naturale”.

In questo contesto l’Italia ha collocato 52 milioni di quote EUA ad un prezzo medio ponderato di 24,3 euro; ricavando di conseguenza circa 1,3 miliardi di euro. Nel settore aviazione nazionale, invece, sono state collocate 672.000 quote EUA A ad un prezzo medio ponderato di 23,7 euro, ricavando 16 milioni di euro. “Rispetto all’anno precedente – spiega il GSE –  i proventi complessivi sono aumentati dello 0,3% grazie all’incremento dei volumi all’asta (+1,4%) che ha compensato la contrazione dei prezzi (-1,2%)”.

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