Consumo dell’acqua nell’industria tessile, perché va migliorata la gestione

Un nuovo studio del WWF monitora il consumo dell’acqua nell’industria tessile mostrando enormi lacune negli impegni dei brand

Consumo dell’acqua nell’industria tessile
via depositphotos.com

(Rinnovabili.it) – Nonostante gli sforzi messi in campo per migliorare la sostenibilità del mondo della moda, il consumo dell’acqua nell’industria tessile è ancora troppo elevato. Il settore è progredito notevolmente negli obiettivi verdi, nella scelta delle materie prime e nella riduzione degli impatti climatici, così come nel monitoraggio delle supply chain, ma tutto questo ancora non basta.

Ne è convinto il WWF, che ha realizzato il report “Acqua corrente: gestione dell’acqua in abbigliamento e tessuti”. Il documento è composto da una serie di relazioni che illustrano i dati del settore e analizzano gli impatti sull’acqua e sulle regioni di approvvigionamento più fragili, oltre che delineare una serie di scenari a lungo termine per trasformare l’industria tessile e la gestione idrica di quest’ultima. 

“La nostra speranza è che questi rapporti possano spingere ulteriormente l’industria ad abbracciare la gestione dell’acqua. L’analisi e la conseguente visione di trasformazione mira non a criticare, ma a sostenere le aziende e aiutarle a unire gli sforzi collettivi nelle principali regioni di produzione”, ha detto Alexis Morgan, WWG Global Water Stewardship Lead. “Solo lavorando insieme possiamo affrontare collettivamente le sfide idriche condivise che alla fine andranno a beneficio di persone, pianeta e imprese.”

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Consumo dell’acqua nell’industria tessile: il rapporto

Il WWF ritiene che l’industria tessile debba intensificare i propri sforzi nella gestione idrica. I report prodotti vanno in questa direzione: analizzano le intere catene di valore in tutti i loro punti di contatto con l’acqua, i vari rischi idrici per i diversi settori di abbigliamento e infine delineano la visione dell’organizzazione sul tema. 

La consapevolezza di fondo dei vari documenti è che molti brand stanno già compiendo sforzi notevoli, con molte iniziative che concentrano la propria attenzione proprio sulla gestione dell’acqua come l’Higg Index Facility Environment Module di SACl, che monitora la gestione a livello industriale per le fabbriche, oppure Zero Discharge of Hazardous Chemicals (ZDHC), che si concentra sull’eliminazione delle sostanze tossiche dalle supply chain, così che l’industria tessile abbia standard migliori sulle acque reflue di colorazioni e altri siti ad alto impatto. 

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Le iniziative in campo sono molte, ma il WWF ritiene che al momento stiano solo “graffiando la superficie” del problema: emblema di questo è l’assenza del tema al G7 Fashion Pact, dove i temi affrontati sono solo il clima, la biodiversità e gli oceani.

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