Da Suzuki nuovi progetti di salvaguardia dell’ambiente marino

Suzuki investe nella protezione del mare attraverso una serie di progetti che puntano a eliminare la plastica, a rendere più sostenibile il ciclo produttivo e a raccogliere plastiche e rifiuti dalle acque semplicemente utilizzando motori con filtri incorporati

Suzuki

di Andrea Barbieri Carones

(Rinnovabili.it) – Suzuki vara un progetto di sensibilizzazione per il rispetto dell’ambiente marino. E’ il Suzuki Clean Ocean Project, parte del piano di sostenibilità ambientale “Suzuki Environmental Vision 2050” che fissa l’obiettivo di ridurre del 40% la COemessa dai veicoli Suzuki entro il 2030, per poi crescere al 90% entro il 2050.

Un progetto importante e ambizioso, quello del costruttore giapponese, che punta alle emissioni zero anche per quanto riguarda i processi di produzione. E che mira apertamente all’utilizzo delle energie rinnovabili come quelle generate dalla fattoria eolica dello stabilimento di Kosai e dai parchi solari solare degli stabilimenti di Hamamatsu, Maruti Suzuki, Pak Suzuki, Makinohara e Maisaka.

Tutti impianti dove vengono prodotti i motori marini e in cui Suzuki cerca per quanto possibile di raggiungere l’uso circolare dei prodotti, grazie al riciclaggio e al trattamento dei rifiuti della produzione.

La società ha varato un piano ambientale molto articolato. A iniziare dalla campagna Clean-up the World#suzukiclenaup è uno dei progetti nel novero di quelli intrapresi dal costruttore giapponese per ridurre l’impatto negativo dell’attività dell’uomo.

Questo programma ha preso il via 11 anni fa. Nel corso del tempo hanno aderito 14 filiali Suzuki nel mondo, partecipando ogni anno a giornate dedicate a recuperare l’immondizia dispersa nell’ambiente. Stagione dopo stagione, 9.212 dipendenti (910 solo quest’anno) si sono alternati per dare il loro contributo e che, nonostante la pandemia, non hanno fermato le giornate Suzuki di pulizia del mare e delle sue spiagge.

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Un’altra attività in cui Suzuki è impegnata fermamente è quella di ridurre quanto più possibile l’utilizzo della plastica. Il costruttore nipponico ha rivisto completamente i propri sistemi d’imballaggio, riprogettandoli per ridurre e, quando possibile, eliminare tale materiale.

E nel 2020 ha testato un nuovo packaging costituito da materiali alternativi alla plastica. A partire da ottobre scorso, è stato adottato come standard per tutti i fuoribordo prodotti in Giappone.

Interessante anche il dispositivo #lavalacqua (Suzuki Micro Plastic Collector), un un sistema di filtraggio dell’acqua utilizzata per il raffreddamento del motore dei natanti, capace di raccogliere le microplastiche in dispersione durante il normale funzionamento del fuoribordo.

Questa tecnologia ha vinto l’Innovation Award allo scorso Salone Nautico di Genova, come soluzione ingegnosa che dovrebbe diventare uno standard produttivo.

Dopo la fase di sperimentazione, in primavera verranno introdotti sul mercato i primi fuoribordo Suzuki che avranno come dotazione standard questo filtro. I motori che adotteranno questo sistema “green” saranno quelli la cui potenza è compresa tra i 140 ed i 100 cavalli.

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