La nuova direttiva ETS affila la ghigliottina per i permessi a inquinare

I punti chiave della riforma: riduzione una tantum del tetto massimo, ritiro annuale delle quote accelerato, meccanismo di Market Stability Reserve sotto steroidi, stop a quote gratuite per i settori coperti anche dal CBAM e aggiunta del settore navale

Direttiva ETS: ecco la bozza del nuovo mercato dei crediti di carbonio UE
Foto di Ralf Vetterle da Pixabay

Il nuovo mercato dei crediti di carbonio sarà presentato il 14 luglio

(Rinnovabili.it) – Il nuovo ETS europeo avrà un tetto massimo alle emissioni più basso. Le quote totali disponibili anno per anno verranno ritirate più in fretta. E il sistema di scambio dei crediti di carbonio riguarderà anche il settore navale. Sono le tre novità principali sulla riforma della direttiva ETS in cantiere a Bruxelles. Lo anticipa Bloomberg che ha visionato una bozza del provvedimento in pubblicazione il 14 luglio.

Anche l’Emission Trading Scheme si prepara al restyling per diventare “Fit for 55”, cioè in linea con i nuovi obiettivi climatici dell’Unione. La scorsa settimana la legge sul clima UE ha ricevuto ufficialmente l’approvazione con il suo target di riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. Per raggiungerlo, la riforma della direttiva ETS è un tassello fondamentale.

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Si spiega così la decisione di effettuare un taglio una tantum al tetto massimo complessivo di emissioni. L’esecutivo europeo abbandona l’approccio che solitamente si usa in questi casi, ovvero quello di una riduzione graduale per evitare scossoni troppo intensi (e i malumori dell’industria). Non è detto che resti così, il testo è ancora una bozza e dei cambiamenti potrebbero apparire anche nelle due settimane che mancano alla presentazione ufficiale della nuova direttiva ETS.

Il gradualismo resta invece nel percorso di diminuzione annuale del tetto complessivo di emissioni (fattore di riduzione lineare). Ma anche qui Bruxelles spinge sull’acceleratore: il ritmo con cui una parte dei permessi viene ritirata di anno in anno sarà più veloce di quello attuale. Quanto più veloce, il documento non lo indica ancora.

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Altra misura: rafforzamento della MSR, la Market Stability Reserve. Il meccanismo che ritira in automatico le quote in eccesso per evitare un deprezzamento dei permessi (oggi al loro massimo storico, con una tendenza di crescita anche per il 2022) andrà a pieni giri. Assorbirà il 24% dei permessi ogni anno fino al 2030 quanto l’ETS ha più di 1,096 mld di quote in eccesso. Quando ne ha tra gli 833 mln e gli 1,096 mld, il meccanismo li riporta al valore più basso di questa forchetta.

La bozza conferma poi lo stop alle quote gratuite per le aziende dei settori che saranno interessati dalla tassa sul carbonio alla frontiera (Carbon Border Adjustment Mechanism, CBAM), cioè acciaio, cemento, alluminio, fertilizzanti. Confermata anche l’inclusione delle emissioni navali nel nuovo mercato dei crediti di carbonio europeo, così come la creazione di un ETS gemello riservato a trasporti e riscaldamento degli edifici.

La nuova direttiva ETS sarà presentata il 14 luglio insieme a un pacchetto di altre misure su clima ed energia. Il testo deve poi essere discusso dal Consiglio europeo e dall’europarlamento, che dovranno raggiungere un compromesso su una ulteriore versione del testo. Il processo potrebbe durare un paio di anni e apportare modifiche anche profonde alla bozza iniziale.

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