Il Consiglio dell’UE è pronto a combattere contro l’ETS edifici e trasporti

L’organo europeo che riunisce i ministri competenti dei Ventisette è scettico verso una misura che farà gravare parte del peso della transizione sui cittadini. Il presidente di turno sloveno: “Abbiamo molte riserve”

ETS edifici e trasporti: i Ventisette temono le proteste più del clima
Foto di Thilo Becker da Pixabay

L’ETS edifici e trasporti fa parte del pacchetto ‘Fit for 55’ della Commissione

(Rinnovabili.it) – Lo spettro dei Gilet Jaunes si aggira per le cancellerie europee e mette sul piede di guerra ministri e governi. È l’effetto collaterale del nuovo ETS edifici e trasporti, proposto dalla Commissione la settimana scorsa all’interno del pacchetto normativo ‘Fit for 55’. Il mercato del carbonio “gemello”, infatti, peserà principalmente sulle famiglie e sui consumatori, facendo alzare i prezzi. Macron, per una misura “verde” che aumentava il prezzo della benzina, ha visto la sua poltrona traballare e il consenso crollare ai minimi. Una strada che nessun politico vuole imboccare.

Questi timori si tradurranno, e a breve, in ostacoli politici sulla via dell’approvazione del nuovo ETS edifici e trasporti. Il provvedimento deve seguire un iter legislativo che richiede luce verde dai due organi titolari del potere legislativo a Bruxelles: l’Europarlamento e il Consiglio dell’Unione Europea, quest’ultimo formato dai ministri competenti dei Ventisette.

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“Per quanto riguarda l’istituzione di un regime speciale con l’ETS edifici e trasporti, sono state espresse molte riserve”, afferma Andrej Vizjak, ministro dell’Ambiente e della Pianificazione Territoriale della Slovenia. Paese che dal 1° luglio detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’UE e parla quindi per tutti i Ventisette. In una conferenza stampa ha definito il nuovo mercato del carbonio “un osso duro” e ha poi aggiunto, con una buona dose di fair play istituzionale verso l’esecutivo europeo: “All’inizio, la Commissione avrà molte spiegazioni da dare, ma sono sicuro che alla fine della giornata troveremo un compromesso”.

Una posizione che potrebbe trovare più di una sponda anche nel Parlamento europeo. Basti pensare ai dubbi espressi con forza da Pascal Canfin, che presiede la Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare dell’europarlamento. Il politico francese aveva definito a giungo “politicamente suicida” l’idea di istituire un ETS per gli edifici e il trasporto stradale. Il motivo, argomentava, è il rischio di innescare disordini sociali in tutta Europa.

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