La sostenibilità secondo le PMI

Come interpretano la sostenibilità le PMI italiane e in cosa la traducono? Cosa è cambiato nelle politiche aziendali e come sarà il futuro? Sicuramente la consapevolezza dei consumatori spinge le piccole e medie imprese ad alzare l’asticella, ma è sempre più evidente che ormai essere sostenibili conviene anche alle aziende, come dimostra l’indagine di Capterra

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Via depositphotos.com

di Isabella Ceccarini

In cosa si traduce concretamente per le PMI italiane il concetto di sostenibilità aziendale?

Il cambiamento climatico è il tema clou di tutte le discussioni recenti, sia durante lo svolgimento del vertice di Glasgow sia adesso che, a COP26 conclusa, si sta facendo un bilancio dei risultati raggiunti e di quelli più ambiziosi che si sarebbero potuti raggiungere.

I giovani guidati da Greta Thunberg si sono dichiatati totalmente insoddisfatti dei compromessi sul clima usciti dalla COP26, tuttavia è indiscutibile che si sia innescata a vari livelli una nuova consapevolezza che rende i cambiamenti sostenibili una via senza ritorno.

Una spinta al cambiamento che viene dal basso

Non sono solo i giovani a premere per un cambiamento di rotta: i cittadini richiedono l’attuazione di politiche climatiche che portino a cambiamenti misurabili e abbiano un impatto decisivo sull’ambiente.

Anche le imprese sono spinte al cambiamento da cittadini e consumatori sempre più documentati ed esigenti in tema di sostenibilità. Le stesse politiche nazionali si tradurranno in obblighi e incentivi che spingeranno ad alzare l’asticella della sostenibilità aziendale stimolando gli investimenti nel medio-lungo periodo.

Ma qual è l’impegno reale delle PMI? Capterra, un comparatore di software che aiuta le piccole e medie imprese a trovare le soluzioni più adatte al raggiungimento degli obiettivi, ha svolto un’indagine per capire da 461 tra manager, proprietari e direttori quale sia l’impegno delle PMI italiane nell’adozione di misure di sostenibilità aziendale.

Le tre declinazioni della sostenibilità

Dall’indagine emerge prima di tutto la consapevolezza che la sostenibilità non è un concetto applicabile solo all’ambiente ma deve coinvolgere anche gli aspetti sociali ed economici. In particolare, la sostenibilità economica concerne la capacità di produrre reddito per un periodo di tempo continuato da parte di un determinato sistema economico; la sostenibilità sociale riguarda invece la capacità di garantire un’adeguata distribuzione del benessere umano anche attraverso pratiche di lavoro che rispettino la dignità, la diversità e l’inclusione dei lavoratori.

Il 77% delle PMI dichiara di applicare misure di sostenibilità ambientale: il 38% ha utilizzato a tal fine gli incentivi finanziari del governo, il 49% – notizia decisamente positiva – ha reso econfriendly il proprio business anche senza aver ricevuto aiuti economici. Interessante notare che nel 51% dei casi le PMI hanno introdotto misure di sostenibilità aziendale in seguito alle proposte dei dipendenti.  

Pratiche e motivazioni delle PMI

Quali sono le principali pratiche sostenibili adottate dalle PMI italiane? Le risposte raccolte dal Capterra mettono al primo posto i rifiuti (69%) seguiti dall’essere plastic-free/ridurre l’uso della plastica (65%), al terzo posto c’è l’utilizzo di software per ridurre il consumo di carta (55%). L’elemento sostenibilità sociale è ben radicato: se il 44% promuove la diversità e l’inclusione, il 31% adotta programmi di volontariato e beneficenza e sempre il 31% usa i prodotti del commercio equo.

Nel 30% dei casi sono i dipartimenti HR a portare avanti progetti e iniziative di responsabilità aziendale; nel 28% delle aziende è presente un team dedicato specificamente a questo compito.

Se la sostenibilità ha ormai acquistato un posto rilevante nelle PMI, qual è il budget dedicato? Dall’analisi di Capterra emerge che in media la percentuale va dal 2 al 10% degli investimenti aziendali; solo il 17% delle aziende investe più del 10%.

Quali motivazioni spingono le scelte sostenibili delle PMI? Sul podio troviamo il risparmio energetico (53%) e quello economico (39%), ragioni che avevano indirizzato il 73% delle aziende verso scelte sostenibili già prima della pandemia, anche se il Covid ha fatto da acceleratore: una crisi gravissima che per il 27% delle aziende è stata l’occasione per cambiare prospettiva.

Cosa pensano i consumatori?

Capterra ha condotto anche uno studio su un campione di 694 consumatori, che si dimostrano consapevoli e determinati: il 71% dei consumatori riconosce grande importanza alla sostenibilità aziendale e il 39% è disposto a pagare fino al 10% in più per prodotti sostenibili.

Anche il questo caso la pandemia ha fatto da acceleratore: una vera e propria scossa alle coscienze dei consumatori che hanno cominciato a preferire prodotti di sostenibilità certificata.

È tutto oro quello che riluce? Complessivamente si può affermare che la bilancia pende più verso i vantaggi determinati dagli investimenti in sostenibilità. Tra questi l’indagine Capterra evidenzia per le PMI: riduzione dei costi (49%), maggiore senso di fiducia tra i dipendenti (36%), maggiore fidelizzazione dei clienti (30%), ingresso in nuovi mercati (25%), acquisizione di nuovi clienti (25%).

Gli svantaggi sono decisamente minori: costi elevati (27%), difficoltà di adeguamento alle normative governative (24%), difficoltà di misurazione del successo (18%), necessità di modificare il modello di business (16%) nessuno svantaggio (15%).

La pandemia ha accelerato un processo irreversibile

Fin qui le misure di sostenibilità sono state incrementate con il Covid-19 per il 39% degli intervistati (ambientali +77%, sociali +64%, economiche +39%), sicuramente verranno mantenute da qui in avanti nel 71% dei casi.

Come sarà il futuro? Per i prossimi 18 mesi le PMI prevedono ulteriori investimenti: riduzione dell’impronta energetica (51%), riciclo dei rifiuti (49%), gestione degli sprechi (43%), investimenti in tecnologia digitale (35%), riduzione del consumo di acqua (34%), politiche di lavoro flessibile (33%), energia rinnovabile (33%) approvvigionamento responsabile (24%), partnership con altre aziende sostenibili (16%).

La riflessione generata dalla ricerca di Capterra è che se i consumatori sono diventati più esigenti in termini di sostenibilità aziendale, le PMI devono assecondare questo trend del mercato e attuare scelte sempre più rispettose dell’ambiente e della società.

Essere sostenibili conviene alle aziende, ne va della loro credibilità e della preferenza che i consumatori accordano loro. Quindi possiamo affermare che come al Pianeta.

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