Sostenibilità: italiani attenti allo stile di vita, ma per i consumi c’è bisogno di una guida

“Agos Insight. I nuovi consumi sostenibili” è la nuova ricerca annuale di Agos che racconta abitudini di consumo e stili di vita degli italiani verso la sostenibilità: il 17% degli intervistati ha cambiato le proprie abitudini in casa, ma per orientarsi ai consumi green richiede la guida di esperti

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Foto di Marco Pomella da Pixabay

(Rinnovabili.it) – La sostenibilità sembra essere divenuta la parole d’ordine del dibattito pubblico: gli italiani ne sono consapevoli e stanno modificando i propri stili di vita per rispondere alle esigenze del pianeta, anche se non si sentono autonomi nell’operare le proprie scelte sui consumi.

Questo il quadro delineato da “Agos Insight. I nuovi consumi sostenibili”, la ricerca del gruppo Agos e di Eumetra che ha interrogato i consumatori circa le proprie abitudini.

Il sondaggio vuole divenire la prima edizione di un appuntamento con cadenza annuale: “Con il progetto Agos Insights, la prima Survey annuale sul mondo dei consumatori, – ha spiegato François Edouard Drion, Managing Director & Ceo di Agos – sviluppata in collaborazione con Eumetra MR, vogliamo analizzare le novità e le prospettive future sui nuovi consumi, e offrire un’analisi approfondendo i principali temi di interesse comune tra cui lo sviluppo dell’economia circolare e del riciclo, il ruolo del singolo nella costruzione di un futuro sostenibile e quello dell’evoluzione tecnologica nelle scelte di sostenibilità dei consumatori stessi”. 

La prima edizione dell’Osservatorio ha mostrato che il tema della sostenibilità, sia per quanto riguarda i consumi sia per gli stili di vita, è sentito dal 90% degli intervistati, ma scende di molto la percentuale di quelli che riescono ad attuare i propri propositi nel quotidiano al di fuori delle mura domestiche.

Gli italiani virtuosi in casa, confusi fuori

È più facile inseguire la sostenibilità nelle mura domestiche che fuori: l’opinione degli italiani sembra molto netta. Il 71% degli intervistati ha dichiarato di essere riuscito a modificare molte dei propri comportamenti, orientandoli ad abitudini green, ma tutto ciò che avviene fuori casa, come a compiere scelte di consumi sostenibili, richiede maggiore orientamento, possibilmente da figure esperte. 

Il 69%, complice la fase, ha adottato uno stile di vita orientato al risparmio energetico, un comportamento dovuto anche alla necessità di contenere le spese. L’attenzione all’ambiente e al risparmio sembrano andare di pari passo anche per il 90% degli intervistati che si è dimostrato interessato ai potenziali effetti positivi di un miglioramento della classe energetica delle proprie abitazioni e del 94% per gli elettrodomestici. 

L’84% del campione raggiunto dal sondaggio conosce la divisione in classi energetiche dalla A alla G, ma i consumi sostenibili sono la vera nota dolente: solo il 51% sa come sia classificato il proprio immobile, solo il 38% è consapevole dell’impatto dell’utilizzo degli elettrodomestici in bolletta.

Il vero problema che emerge dalla ricerca è che l’opinione pubblica ritiene di non essere sufficientemente formata per orientare i propri modelli di consumo alla sostenibilità: l’82% ha espresso la necessità di ricevere consulenze da parte delle aziende per capire meglio le differenze e i vantaggi e svantaggi delle diverse soluzioni presentate come “green”. 

Più difficile è modificare le proprie abitudini in senso green fuori dalle mura domestiche: solo il 15% cerca soluzioni più ecologiche di mobilità, solo il 31% lo fa quando acquista. 

La divisione generazionale che orienta i consumi alla sostenibilità

La difficoltà di adottare consumi responsabili è spesso legata alla sostenibilità economica, un dato che è fortemente caratterizzato in termini generazionali. La fascia più in difficoltà appare quella che va dai 30 ai 50 anni, che spesso destina gran parte dei propri consumi al mantenimento di casa e figli e ha poco margine per guardare alla sostenibilità. 

La Generazione Z sembra essere invece figlia naturale di questi tempi: poco attenta, a parole, alla transizione ecologica, adotta però consumi più sostenibili e abitudini di vita green in maniera spontanea, ritenendo che non ci sia bisogno di ribadirne la necessità, che ha ben interiorizzato. Gli intervistati di questa fascia si sono detti ben disposti (86% a fronte della media del 73% per le altre fasce d’età) a pagare di più per acquistare prodotti realizzati in maniera responsabile.

Come si fa ad essere sostenibili? Per il 78% degli italiani la risposta è l’economia circolare, che per il 77% dei giovani rappresenta un’alternativa di consumo pari a tutte le altre. 

Sostenibilità e consumi: i 4 “tipi” di italiano

L’indagine ha delineato 4 profili tipici di italiani, a seconda di come orientano i propri consumi alla sostenibilità, e con quali motivazioni. Si tratta di 4 gruppi definiti che adottano diversi atteggiamenti e sono caratterizzati dall’essere omogenei: 

idealisti: il 31% del campione intervistato, di età giovane e spesso appartenente alla Generazione Z, è il gruppo che ha disponibilità economiche per orientare i propri modelli di consumo e il proprio stile di vita alla transizione ecologica, perché non ha spese strutturali da sostenere;

concreti: il gruppo a cui appartiene la percentuale più ampia degli intervistati (32%) è prevalentemente al femminile. La fascia d’età maggiormente rappresentata è quella dell’età di mezzo tra i 35 e i 55 anni: persone impegnate con una mole ingente di spese quotidiane e che quindi non possono adattare i propri comportamenti e i propri consumi alla sostenibilità anche se lo vorrebbero. Gli intervistati hanno dichiarato di avere figli o genitori anziani a carico, mutui e altre spese di consumo e che, anche se guadagnano bene, non riescono a conformare la propria vita al costo dei prodotti sostenibili; 

impossibilitati: in questa fascia, che è animata dal 21% degli intervistati, troviamo per lo più uomini e persone con titoli di studio più bassi, spesso impegnate in lavori operai e guadagni non sufficienti a fronteggiare le spese mensili come le bollette. In questo caso la sostenibilità dei consumi non è una priorità e i comportamenti green adottati sono legati alle necessità di risparmio. 

indolenti: l’ultima fascia rappresenta il 16% del campione ed è un gruppo composto prevalentemente al maschile, con molte famiglie e un grado di istruzione spesso alto. Si tratta di una fascia di popolazione che non ha problemi economici e sa quanto sia importante la sostenibilità, ma non adatta i propri consumi a questa consapevolezza per mancanza di voglia (e forse di tempo) e, piuttosto che cambiare abitudini, preferisce direzionare le proprie risorse a sostenere iniziative ecologiche. 

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