Il mercato della CO2 apre le porte a cozze e vongole

Un nuovo accordo tutto italiano consentirà alle imprese italiane di molluschicoltura di muovere i primi passi per l’ottenimento dei carbon credit europei

Il mercato della CO2 apre le porte a cozze e vongole(Rinnovabili.it) – Dai piatti al mercato europeo del carbonio: per cozze, vongole e ostriche italiane si apre un futuro di lotta attiva al cambiamento climatico. E’ ormai cosa risaputa che i molluschi possiedono una rilevante capacità di biosequestro, ovvero  di rimozione dell’anidride carbonica disciolta in acqua, essendo il carbonio uno dei mattoni fondamentali  per la sintesi del guscio. Si stima che esista un rapporto di uno a tre (circa 1 tonnellata di CO2 fissata nei gusci di 3 tonnellate di mitili freschi) nel sequestro del biossido di carbonio, valore che rende questi frutti di mare, alleati preziosi contro i cambiamenti climatici. Il loro ruolo è stato riconosciuto anche dal Protocollo di Kyoto in quanto pozzi di carbonio, assegnando pertanto alle quote di CO2 fissate nelle produzioni nazionali di molluschi un valore economico.

 

In questo contesto si inserisce il progetto a firma di Unindustria Rovigo e Lega Pesca. Grazie ad un Protocollo d’intesa siglato in questi giorni a Bologna tra i due presidenti le imprese italiane di molluschicoltura potranno muovere i primi passi per entrare nel mercato  europeo dei “carbon credit” anche conosciuto come ETS. Attraverso un programma congiunto di azioni, il contributo del settore verrà quantificato e valorizzato sul mercato degli scambi italiano; un accurato studio scientifico determinerà le quantità di CO2 fissate e definirà parametri e processi di certificazione atti a determinare la quantificazione dei crediti in funzione dei diversi processi produttivi.

Nella prima fase saranno coinvolte le imprese aderenti all’AMA, Associazione Mediterranea di Lega Pesca, che copre oltre il 50% della produzione nazionale di mitili (63.000 tonnellate totali), il 30% delle 35.000 tonnellate di vongole veraci allevate in Italia, ed il 100% della produzione nostrana di ostriche, che si attesta sulle 11 tonnellate.