Protezione dell’ambiente: l’industria investe sempre meno

Nel 2014 la spesa per investimenti ambientali è calata del 19,7% rispetto al 2013. Ci si concentra di più sulla rimozione dell’inquinamento che non sulla prevenzione

Protezione dell'ambiente: l’industria investe sempre meno

 

(Rinnovabili.it) – L’industria italiana investe sempre meno nella protezione dell’ambiente e quando lo fa, preferisce puntare sulle tecnologie di fine ciclo che non sulle innovazioni verdi per migliorare processi. Questo il quadro che restituisce l’Istat sul rapporto tra tessuto industriale italiano e ambiente. I dati sono quelli del 2014, anno cui le imprese hanno “battuto la fiacca” nell’impegno ambientale: per la seconda volta consecutiva gli investimenti sono diminuiti, segnando un -19% tra il 2013 e il 2014.

 

Il calo interessa sia le grandi imprese (250 addetti e oltre) che le PMI ma sono quest’ultime ad aver mostrato la flessione più importante, con un meno 41,6% di impegni finanziari. Nel complesso, spiega l’Istat, si stimano per il 2014, 1,1 miliardi di euro in investimenti ambientali, per i tre quarti coperti dalle grandi imprese. Quello che si nota, però, guardando il dettaglio è che gli sforzi maggiori sono ancora tutti orientati alle tecnologie end-of-pipe, termine che raggruppa tutti i trattamenti dell’inquinamento a valle dei processi produttivi, dalle tecnologie di depurazione degli scarichi al riciclo dei rifiuti.

 

Spiega l’Istituto: “Nel 2014 gli investimenti end-of-pipe (793 milioni di euro) sono ancora la componente più rilevante degli investimenti per la protezione dell’ambiente, con un’incidenza del 71,0% sul totale, contro il 29,0% degli investimenti integrati (324 milioni di euro) collegati a tecnologie più avanzate. Nel complesso, le imprese industriali continuano ad effettuare investimenti per rimuovere l’inquinamento dopo che è stato prodotto anziché integrare gli impianti con tecnologie più “pulite” che aiutano a proteggere l’ambiente dagli effetti negativi del processo produttivo”.

Ma anche sulle tecnologie di fine ciclo vanno fatte delle distinzioni: la spesa 2014 si è concentrata sulla protezione e recupero del suolo e delle acque (di falda e superficiali), così come sulla gestione delle acque reflue. È scesa invece l’attenzione per gli investimenti destinati alla gestione dei rifiuti prodotti dal processo produttivo (-5,4 punti percentuali) sia quella per investimenti realizzati a protezione dell’aria e del clima (-2,9 punti percentuali).

Articolo precedenteQuando il greenbuilding fa bene alla salute
Articolo successivoBlocco del nucleare francese, come sta influenzando l’energia italiana?

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui