Stati Generali della Green Economy: 23 proposte per un’eco-ripresa

Ronchi: “Questo documento serve a qualificare la ripresa verso la green economy”. Tra i punti clou, una carbon tax e detrazioni fiscali per incentivare la sharing mobility

Stati Generali della Green Economy: 23 proposte per un eco-ripresa

 

(Rinnovabili.it) – Un green bonus per supportare le start up, agevolazioni fiscali per le imprese che investono nell’eco-innovazione ma anche un piano di azione nazionale per l’energia e il clima e detrazioni fiscali per incentivare la sharing mobility. Queste sono solo alcune delle 23 proposte uscite fuori dalla Gruppi di Lavoro tematici del Consiglio Nazionale della Green Economy. Il documento che le riunisce tutte è stato presentato in occasione della seconda giornata degli Stati generali della Green economy, ad Ecomondo, e verrà ora inviato al Ministro dell’Ambiente e al Ministro dello Sviluppo Economico.

 

Un percorso in 23 tappe per colorare di verde la ripresa

Le proposte riguardano gli otto settori strategici dell’economia verde su cui hanno lavoro gli altrettanti Gruppi e servono a definire concretamente la nuova (ma già avvita) strada per la ripresa verde del Paese. E riguardano pertanto gli ambiti che oggi offrono maggiori possibilità alla green economy nazionale, come l’eco-innovazione, l’agricoltura e l’alimentazione, la lotta al dissesto idrogeologico e la mobilità.

“Questo documento – spiega Edo Ronchi, del Consiglio Nazionale della Green Economy – serve a qualificare la ripresa verso la green economy. Le misure in esso contenuto sono tutte in chiave di sviluppo sostenibile che vede coniugare economia ed ecologia. Servono inoltre a stimolare politiche che aiutino il Paese e le imprese a puntare sempre di più sulla green economy”.

 

Gli otto punti essenziali per la green economy:

ECO-INNOVAZIONE E START-UP in cui si raccomanda l’introduzione di “Green bonus”: uno strumento simile all’Art Bonus (Legge 106/2014) incentrato sul principio della sostenibilità; per supportare le PMI innovative e agevolazioni fiscali per chi investe nell’eco-innovazione.

 

CAPITALE NATURALE E CONTABILITÀ NON FINANZIARIA  in cui si raccomanda di dare concreto avvio al comitato per il capitale naturale, di limitare il consumo di suolo e potenziare i pagamenti per i servizi eco-sistemici (pes).

 

ENERGIA – CLIMA in cui si raccomanda di varare un piano d’azione nazionale e una riforma della governance per l’energia e il clima e introdurre una tassa sul carbonio e riallocare gli incentivi dannosi per l’ambiente da introdurre da qui al 2020.

 

AGRICOLTURA E ALIMENTAZIONE in cui si raccomanda di sostenere gli obiettivi del manifesto della green economy per l’agroalimentare e rafforzare la spinta all’occupazione giovanile.

 

GESTIONE E TUTELA DELLE ACQUE E DISSESTO IDROGEOLOGICO in cui si raccomanda di coordinare le misure contro dissesto con il piano di adattamento climatico e integrare gli interventi di mitigazione con le infrastrutture verdi.

 

MATERIALI, RIFIUTI ED ECONOMIA CIRCOLARE in cui si raccomanda di razionalizzare e semplificare il contesto normativo e la promozione dell’economia circolare.

 

MOBILITÀ SOSTENIBILE in cui si raccomandano detrazioni fiscali per incentivare la sharing mobility. Questa proposta, in particolare, prevede la detrazione fiscale al 19% delle spese sostenute ogni anno dai cittadini per l’utilizzo di sistemi per la sharing mobility (car sharing, bike sharing, car pooling) e l’attribuzione ai cittadini che rottamano un’auto e non ne acquistano un’altra di un bonus annuale di 400 euro (per 5 anni) per l’utilizzo di sistemi di sharing mobility.

 

FONDI EUROPEI in cui si raccomanda di rafforzarne l’indirizzo verde.

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