Addio a Richard Rogers, pioniere dell’urbanistica sostenibile

Fautore della scuola high-tech con Foster e Piano, autore del Centre Pompidou e del Millennium Dome, Richard Rogers ha saputo immaginare la città del futuro.

richard rogers
The Pompidou cultural center via depositphotos.com

Abbiamo creato città per celebrare ciò che abbiamo in comune; ora sono progettati per tenerci separati”, Richard Rogers

(Rinnovabili.it) – Si è spento ad 88 anni, Sir Richard Rogers, uno dei pionieri dell’architettura High-tech vincitore tra gli altri premi anche del Pritzker Architecture Prize nel 2007.

Assieme a Renzo Piano progettò il Centre Pompidou di Parigi, dando forma ad un nuovo concetto di architettura dove il processo costruttivo, la tecnologia e l’aspetto ingegneristico della struttura sono visibili dall’esterno.

Autore delle Torri dei Lloyd’s a Londra, del Millennium Dome, della Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo, dell’innovativo Terminal 5 dell’aeroporto di Heathrow e del Terminal 4 dell’aeroporto di Madrid Barajas.

Ma Richard Rogers è anche autore nel lontano 1993 del testo Cities for a Small Planet, dove inquadra le città identificando i problemi quali l’inquinamento, il traffico, l’individualismo, l’uso sconsiderato delle risorse naturali e la mancanza di comunità.

Cities for a small Planet

La sua visione di trent’anni fa descrive perfettamente le città contemporanee.

Per Richard Rogers il problema della crescita demografica sarebbe presto diventato fatale, l’unica soluzione era ed è una scelta urbanistica sostenibile. Una città compatta, orientata ad una mobilità lenta e pedonale, collegate da una fitta rete di parchi, caratterizzata da un’architettura flessibile dove è la funzionalità a determinare l’estetica.

“Ci lascia un grande Maestro che ha saputo ispirare intere generazioni di architetti con la sua originale idea futurista delle città puntando sempre a ricomporre il sapere tecnologico con quello umanistico”, affermano dal Consiglio Nazionale degli Architetti PPC.

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