Ance chiede una nuova governance per la politica di rigenerazione urbana

Dal convegno “Com’è bella la città” di Parma, l’Ance interviene sul tema della rigenerazione urbana, proponendo il decalogo per le città del futuro

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Foto di Sammy-Sander da Pixabay

Le risorse per la rigenerazione urbana ci sono, ma vanno spese velocemente per garantire la qualità

(Rinnovabili.it) – Si è svolto a Parma l’incontro strategico sul tema della rigenerazione urbana delle città organizzato dall’Associazione ANCE con la partecipazione del ministro Giovannini e del vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans.

Com’è bella la città” il titolo dell’evento conclusivo che ha focalizzato l’attenzione sui problemi connessi alle città ed alle possibili soluzioni per trasformarle in un elemento chiave della transizione ecologica.

“Se fosse un’operazione matematica darebbe un risultato sbagliato, i numeri relativi alla legge sulla rigenerazione urbana non tornano: 6 legislature lungo 26 anni di attività hanno prodotto 76 proposte di riforma urbanistica. Senza riuscirci”. Si legge nel comunicato stampa di Ance a commento delle ormai obsolete leggi urbanistiche della gestione del territorio nazionale.

Non è più possibile governare le trasformazioni in atto con questo quadro normativo. Serve quanto prima una legge statale che affermi l’interesse pubblico degli interventi di rigenerazione urbana”, sottolinea Gabriele Buia presidente Ance. Secondo l’Associazione serve una nuova governance per la politica urbana di rigenerazione nazionale. Un intervento possibile seguendo un decalogo di interventi ben preciso che coinvolge incentivi, semplificazioni, un nuovo sistema di fiscalità immobiliare e misure specifiche per la riqualificazione energetica e sismica.

La legge e il Fondo per la rigenerazione

Al convegno ha preso parte anche il Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Giovannini che ha annunciato la ripresa dell’iter del progetto di legge per la rigenerazione urbana, arenatosi per alcune ulteriori riflessioni finanziari. Di pari passo alla norma è già stato messo in agenda un Fondo specifico per questo genere di interventi. Al quale si affiancano i circa 48 miliardi di euro di investimenti che, dai calcoli di Ance, il PNRR avrebbe stanziato. Con 9,1 mld per la rigenerazione, 3 mld per i piani integrati, 2,8 mld per il programma innovativo nazionale per la qualità dell’aria.

Il ruolo dell’Europa nel contesto nazionale

Al convegno di Parma è intervenuto anche il vice presidente della Commissione Europea Frans Timmermans che ha ricordato l’impatto globale che le città hanno sull’ambiente. A livello europeo, in poco più del 4% della superficie totale vivono il 75% dei cittadini UE. Con un dispendio di risorse che raggiunge e supera il 65%. Nelle metropoli abbiamo una prova tangibile del cambiamento climatico, con temperature estreme, allagamenti delle superfici cementate, smog e scarsa qualità dell’aria. “I cittadini vogliono il cambiamento”, ha commentato Timmermans. “Nelle città noi abbiamo la possibilità di dimostrare che questo cambiamento è possibile”.

Ma come? Intervenendo tempestivamente. “Potremmo avviare questo cambiamento con velocità incredibile: mettere i pannelli fotovoltaici su tutti i tetti, introdurre il trasporto comune a emissioni zero, piantumare alberi e rendere le città più verdi”. Strategie che secondo Timmermans trasmetterebbero ai cittadini ed alle comunità un senso di ottimismo, indispensabile per raggiungere la transizione ecologica. Più nel dettaglio sono diverse le iniziative avviate sia in territorio nazionale che Comunitario. Non ultimo il progetto “100 climate neutral and smart cities”, del quale fanno parte anche alcune città italiane, avviato dall’UE per creare un campione di casi studio da replicare un altri contesti.

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Gli interventi a livello europeo devono avvenire in simbiosi con il cambiamento dei singoli cittadini”, conclude il vice presidente della CE. “Non va lasciato nessuno indietro”.

L’impegno di Ance nel garantire una strategia comune di intervento proseguirà anche a livello puntuale, città per città. “Dobbiamo spendere rapidamente queste risorse per progetti sostenibili e di qualità”, ha concluso Gabriele Buia, “non possiamo lasciare andare questa grandissima opportunità”, ha concluso Buia.

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