Un “arco verde” per il Padiglione del Belgio di Expo 2020

Si chiama Green Arch il Padiglione del Belgio progettato da Callebaut per Dubai col quale il Paese mostrerà al mondo come saranno mobilità e città smart nel 2050.

Padiglione del Belgio per Expo 2020esterno - credit BelExpo
Credit: BelExpo

Green Arch trova posto nel Distretto della Mobilità di Expo 2020

(Rinnovabili.ti) – Si chiama Green Arch il padiglione del Belgio progetto dal visionario Vincent Callebaut in collaborazione con il team Assar, per la prossima Esposizione universale di Dubai. Slittato a causa della pandemia, Expo 2020 sarà il primo evento globale in presenza dopo il Covid19 e la prima esposizione universale a svolgersi in un Paese arabo.

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Tre i focus scelti per questa edizione, Mobilità, Sostenibilità e Opportunità, ciascuno dei quali rappresentato in un distretto dedicato. Il Padiglione del Belgio trova posto nel distretto della Mobilità. Mette in pratica tutto il know-how della tecnologia, dell’innovazione e della cultura belga, riflettendo la “belgitudine” (così definita dai creatori del padiglione) tipica del Paese, un mix “tra romanticismo latino nell’arte e precisione tecnica industriale anglosassone”.

Uno sguardo al futuro della mobilità sostenibile

Green Arch sarà “verde” fuori e dentro. La conservazione dell’ambiente naturale è al centro del design, massimizzando l’impiego della luce e della ventilazione naturale, delle energie rinnovabili e dell’uso intelligente dell’acqua. I materiali utilizzati per la sua costruzione sono locali o comunque provenienti da percorsi di riciclo virtuosi. Grazie ai giardini pensili le emissioni di CO2 potranno essere compensate arrivando a ben 35 tonnelate per tutta la durata della manifestazione. La biodiversità presente nel padiglione del Belgio contribuirà inoltre ad abbassare la temperatura di 3-5 gradi, diminuendo l’effetto “isola di calore”.

Ovviamente il padiglione avrà un percorso espositivo dedicato anche alle specialità culinarie del Belgio.

Entrando nel Padiglione del Belgio si viene “accolti” dai più celebri pensatori ed industriali della nazione, che meglio hanno saputo raggiungere traguardi importanti nel campo della mobilità intelligente. Uno sguardo sul futuro verso l’anno 2050, quando i sistemi di trasporto e le città saranno puliti, sicuri e smart.

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