Caro materiali: via alle compensazioni per il secondo semestre 2021

Parte oggi l’anticipazione del 50% per le stazioni appaltanti a compensazione degli aumenti per il caro materiali del secondo semestre 2021.

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Il saldo del primo semestre resta bloccato a causa del ricorso al Tar dell’Ance

(Rinovabili.it) – Oggi, 15 luglio, il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims) inizierà il pagamento delle stazioni appaltanti per la compensazione dovuta al caro materiali da costruzione registrate nel secondo semestre 2021.

A loro volta, le stazioni appaltanti provvederanno al rimborso delle imprese titolari degli appalti.

Approvate le Linee guida per il caro materiali del 2022

Per le compensazioni riguardanti quest’anno, il Ministero fa sapere che sono già state firmate le linee guida per la determinazione dei prezzi regionali per il 2022, usate quale base per calcolare gli importi delle opere.

Il caro materiali assieme al caro energia è uno dei problemi che sta coinvolgendo le aziende a livello nazionale e non solo. I pagamenti avviati oggi permetteranno di anticipare il 50% degli importi risultati dalle richieste di compensazione per il secondo semestre 2021. Al 27 giugno 2022, termine per la presentazione delle domande, erano pervenute 1.017 istanze. Dopo i dovuti controlli sono 629 le richieste delle stazioni appaltanti immediatamente solvibili, corrispondenti a 1.136 interventi da parte degli operatori economici per un totale di 31,6 milioni di euro. Oltre alle risorse messe a disposizione dal Mims, le stazioni appaltanti hanno rimborsato direttamente gli operatori economici con un importo di 15,3 milioni di euro.

Inoltre, per ridurre i tempi di assegnazione delle somme per la compensazione del cari materiali, è stata adottata una procedura accelerata che permette il pagamento contestuale a più imprese.

Saldo bloccato per il primo semestre, causa ricorso al Tar

Per quanto riguarda il primo semestre, il Mims fa sapere che gli anticipi del 50% sono stati tutti pagati in base agli importi risultanti dalle isanze di accesso al Fondo compensazione e pari a circa 21 milioni su un totale di 42 milioni di euro.

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Resta però fermo il pagamento del saldo a causa della recente sentenza del TAR che ha accolto il ricorso dell’ANCE in merito alla metodologia adottata per la determinazione degli adeguamenti dei prezzi di alcuni materiali. “Sentenza che ha avuto come effetto immediato il congelamento del saldo da versare alle imprese”, si legge nel comunicato del Ministero. “Il Mims si sta opponendo alla sentenza con la richiesta di sospensiva dell’efficacia del ricorso, il quale danneggia soprattutto le piccole e medie imprese, al fine di dimostrare non solo la correttezza della metodologia impiegata, ma anche lo sforzo compiuto, in collaborazione con l’Istat, l’Unioncamere e i Provveditorati alle opere pubbliche, per migliorare le fonti informative utilizzate per calcolare i dati sulla cui base vengono effettuati i rimborsi”.

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