Casa Futuro, il più grande progetto di ricostruzione per Amatrice è firmato Boeri

Dal complesso Don Minozzi sorgerà una nuova struttura polifunzionale per l’accoglienza e la ricerca e che promette di recuperare il 60% del volume complessivo di macerie

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credits: Stefano Boeri Architetti

I danni stimati del terremoto di sei anni fa ammontano a 26,5 mld di euro

(Rinnovabili.it) – Sono trascorsi sei anni dalla terribile notte del 24 agosto 2016, quando un terremoto di magnitudo 6.0 colpì Amatrice ed i comuni vicini dei monti Sibillini. Non senza qualche rallentamento e difficoltà la ricostruzione sembra procedere. E il cantiere più grande è quello dell’architetto Boeri per Casa Futuro.

Situato sull’area del complesso Don Minozzi, una struttura degli anni ’20 progettata da Arnaldo Fraschini per ospitare gli orfani di guerra, il progetto si ispira sia al progetto preesistente che al concetto di ecologia integrata.

Il Don Minozzi – ha spiegato l’architetto Boeri durante la visita al cantiere in occasione dell’anniversario del sisma – sarà una delle grandi componenti della rinascita di Amatrice e sarà ricostruito anche con le sue macerie e questo è un processo interessante, sia in termini di economia circolare, sia per una specifica valenza simbolica”.

Casa Futuro sarà uno spazio per la comunità che unisce culto, studio e aggregazione, progettato con le caratteristiche di un incubatore di ricerca tecnologico. Per inserirsi nel paesaggio del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, l’edificio destinerà il 40% della superficie a verde. Mentre la disposizione interna si articolerà in quattro macro aree: la Corte Civica, per le funzioni amministrative e comunali; la Corte del Silenzio, per la residenza dei religiosi, un museo e casa di riposo; la Corte dell’Accoglienza, dedicata all’ospitalità dei giovani, a teatro ed auditorium; la Corte delle Arti e dei Mestieri, per i laboratori didattici di trasformazione dei prodotti provenienti dalla filiera locale.

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L’obiettivo di Boeri nel progetto è il riutilizzo del 60% del volume totale delle macerie per sottofondi stradali e impasto dei pannelli di facciata, insieme ad uno studio in situ per il recupero del maggior numero possibile di detriti. Ovviamente la struttura prevederà tutti gli accorgimenti antisismici, nonché il recupero delle acque piovane e 930 mq di pannelli fotovoltaici in copertura.

L’intervento di Stefano Boeri è uno dei tanti di questo territorio profondamente segnato dal terremoto. Secondo l’ultimo rapporto sulla Ricostruzione post Sisma del 2016, negli ultimi anni sono stati aperti oltre 10.000 cantieri privati, ma il danno complessivo a cui rimediare è di ben 26,5 mld di euro.

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