Dura critica dal CNAPPC: Architetti esclusi dagli incarichi del PNRR

In una lettera ai ministri, il Presidente Miceli condanna l’esclusione degli architetti dal PNRR. Aver escluso un’intera categoria rappresenta una grave discriminazione.

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CNAPPC “Architetti esclusi dal Pnrr” – Foto di Borko Manigoda da Pixabay

“Mentre l’Europa punta sulla creatività, l’Italia esclude gli architetti dagli incarichi di collaborazione del PNRR”.

(Rinnovabili.it) – Tra i numerosi incarichi di collaborazione da assegnare per l’attuazione del Pnrr non sono previsti gli architetti.

Tra le tipologie di professionisti a cui verranno conferiti incarichi di collaborazione per il supporto nella gestione delle procedure complesse nel territorio connesse all’attuazione del Pnrr non viene mai prevista – nello schema del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri – la categoria professionale degli Architetti”.

Questo in sintesi il contenuto della lettera del Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, Francesco Miceli, indirizzata al Ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Maria Stella Gelmini nella qualità di Presidente della Conferenza Stato-Regioni, al Capo del Dipartimento della Funzione Pubblica, Marcello Fiori, oltre che ai Presidenti di Anci e Upi.

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“Ciò nonostante la normativa vigente riconosca la piena competenza degli Architetti per materie come Valutazioni e autorizzazioni ambientali (Valutazione d’impatto ambientale, Valutazione ambientale strategica, Autorizzazione integrata ambientale ed Autorizzazione unica ambientale), Edilizia e Urbanistica (Permesso di costruire e Procedura di variante urbanistica) ed Appalti (Progettazione, affidamento ed esecuzione di lavori ed Acquisti di forniture e servizi). Attività queste, quotidianamente svolte dagli architetti in base alle vigenti disposizioni di legge (DPR 380/2001, D.Lgs 50/2016, D.Lgs 152/2006)”.

1000 incarichi di collaborazione da assegnare a professionisti

Il problema nasce dal Dpcm di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che prevede di stanziare un contributo pari a 320,3 mln di euro sul “Fondo di rotazione per l’attuazione del Next Generation EU-Italia” per il conferimento di 1000 incarichi di collaborazione a professionisti ed esperti per il supporto alla gestione delle procedure complesse. Nell’elenco dei professionisti da selezionare nell’Allegato 2 del Dpcm, la figura degli architetti è completamente assente.

“Mentre l’Europa punta sulle nuove tecnologie, creatività e competenze, il nostro Paese, escludendo gli Architetti, dimostra di sottovalutare le strategie connesse con il New European Bauhaus e con l’Agenda europea. La lettera inviata ha il fine di evitare che nel DPCM siano disconosciuti i più elementari principi di libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza e proporzionalità che sono alla base del conferimento degli incarichi. Non aver compreso gli architetti rappresenta, infatti, una grave discriminazione”.

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“L’auspicio, conclude Miceli, è quello che, in sede di approvazione definitiva, le categorie del prospetto 2 allegato al DPCM relative alle “Valutazioni e autorizzazioni ambientali”, “Edilizia e Urbanistica” ed “Appalti” possano essere integrate, inserendo anche questa figura professionale”.

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