Competenze digitali e BIM: al settore del green building mancano esperti

Secondo il report Future of Jobs, nei prossimi 5 anni assisteremo ad una carenza di competenze digitali in molteplici settori lavorativi. Manca un processo di formazione e aggiornamento che possa allinearsi con l’innovazione del mercato

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Secondo il rapporto il 62% delle aziende si troverà sprovvista di figure con competenze digitali aggiornate

(Rinnovabili.it) – La tecnologia e le competenze digitali come il BIM sono destinati a trainare il settore dell’edilizia ed in particolare del green building, eppure il vero problema è proprio la mancanza di professionisti dedicati che abbiano le giuste competenze. A sottolinearlo è Rebecca De Cicco, Global CEO di Women in BIM, il network che da dieci anni è impegnato nel sostenere e diversificare le competenze della popolazione femminile nel settore digitale collegato all’edilizia.

La conferma di questo gap di professionisti è enfatizzata dal report Future of Jobs pubblicato dal World Economic Forum. I dati suggeriscono che, alla luce dei cicli economici e della recente pandemia, gran parte dei Paesi indagati dal report, si troveranno nei prossimi 5 anni a dover affrontare una mancanza di competenze in molteplici settori lavorativi. E queste lacune si accentueranno con il passare del tempo, evidenziando l’urgenza di investire nella formazione ed aggiornamento indipendentemente del campo di lavoro in cui si opera.

Carenze digitali nel comparto edile

In particolare il settore edile sta subendo un cambiamento radicale. Secondo Rebecca De Cicco, paradossalmente negli ultimi anni un gran numero di lavoratori con competenze digitali specifiche sta abbandonando il comparto delle costruzioni spostandosi su altri settori proprio per la lentezza del comparto nell’adottare queste innovative soluzioni. I driver internazionali del settore si conoscono, i manager BIM e gli ingegneri digitali, eppure la carenza di figure specifiche in questi settori permane.

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Nonostante alcune aziende leader del settori si stiano muovendo in questa direzione, sembra che ci sia ancora molto resistenza quando si parla di adottare nuove tecnologie o processi decisionali che di fatto assicurerebbero una crescita. “E’ un problema critico nel nostro settore, che solo il 42% dei lavoratori colga qualsiasi opportunità per riqualificarsi e migliorare le proprie competenze nei ruoli di appartenenza”, commenta De Cicco. “Al momento, ci sono ancora notevoli sfide nel trovare dipendenti qualificati nella costruzione digitale e nell’ingegneria digitale, ma ancora di più in una serie di nuovi ruoli emergenti nel nostro settore”.

I lavori del futuro dell’edilizia

I ruoli emergenti che stanno gradualmente popolando il settore delle costruzioni sono gli analisti di dati, gli esperti di Intelligenza Artificiale e di apprendimento automatico, ma anche gli sviluppatori di software ed applicazioni proprie del settore. Si tratta tra l’altro di competenze difficili da acquisire, prosegue Rebecca De Cicco, di conseguenza servirebbe un piano ben strutturato per assicurare al mercato, gli esperti mancanti. C’è poi un altro aspetto su cui si sofferma la CEO di Women in BIM, la graduale sostituzione della forza lavoro umana, con l’automazione. Sempre qui si inserisce la formazione di competenze specifiche, perchè i ruoli più pericolosi o pesanti potrebbero si essere sostituiti dalle macchine, controbilanciando però l’occupazione con l’assunzione di figure professionali leader dell’innovazione e della digitalizzazione.

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