Comprare casa, impennata di compravendite: il 70% degli immobili nuovi sono in Classe A e B

Presentati l’Osservatorio Immobiliare Nazionale Fiap e il Focus sull’efficienza energetica nel settore immobiliare ENEA I-Com. Cresce l’interesse degli italiani nella compravendita di immobili efficienti, ma preoccupnao la Direttiva Case Green e lo stop allo Sconto in fattura

Comprare casa
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Per il 57% degli intervistati il Superbonus 110% ha avuto un’influenza rilevante per la dinamicità virtuosa del mercato immobiliare

(Rinnovabili.it) – Il 2022 è stato un anno unico per comprare casa mettendo a segno un +3,5% rispetto al 2021 e piazzandosi in cima alla classifica delle compravendite degli ultimi venti anni. Non solo. Gli italiani sembrano essere sempre più orientati a favore di immobili energeticamente efficienti. A confermarlo è l’Osservatorio Immobiliare Nazionale Fiaip, presentato a Roma insieme al Focus sull’efficienza energetica nel settore immobiliare realizzato da 10 anni in collaborazione con ENEA e I-Com (Istituto per la Competitività).

Dal Report è emerso che il 70% degli immobili di nuova costruzione rientrano nelle prime due classi energetiche A e B. Allo stesso tempo sono anche aumentate gli immobili ristrutturati nelle migliori classi con un +10% rispetto al 2021.

Il mercato immobiliare si conferma in significativa crescita nel 2022 con valori di mercato in rialzo nei grandi centri urbani”, sottolinea il Presidente del Centro Studi Fiaip Francesco La Commare. Secondo i dati emersi dall’Osservatorio a preoccupare è però la scarsità di offerta di case da vendere e affittare nei grandi centri urbani universitari o a vocazione turistica, su tutti Milano e Bologna. Un elemento che potrebbe far ulteriormente salire i prezzi. “Ma le prospettive per il 2023 rimangono positive principalmente in virtù di una ritrovata convenienza delle banche a concedere mutui unitamente all’ingente liquidità accumulata dalle famiglie italiane che stimoleranno l’investimento immobiliare non solo orientato all’acquisto della prima casa ma anche finalizzato alla redditività da locazione”.

Quanto conta l’efficienza energetica per comprare casa

Il Focus Enea I-Com sull’efficienza energetica nel settore immobiliare conferma che, per il 56% del campione di circa 600 agenti immobiliari intervistati, nelle compravendite ci sia un buoan consapevolezza dell’importanza delle prestazioni energetiche. Inoltre, per il 58% degli intervistati, l’APE aiuta ad orientare le scelte degli utenti. Infine, per il 57% degli intervistati lo strumento del Superbonus 110% ha decisamente avuto un’influenza rilevante per la dinamicità virtuosa del mercato immobiliare. Ma per consentire agli italiani di comprare casa in sicurezza anche in futuro, mantenendo inalterato il potere d’acquisto ed aumentando il valore della proprietà, sarà fondamentale far diventare l’efficienza energetica un investimento essenziale.

Questo processo va evidentemente accompagnato e supportato per evitare di creare distorsioni e ampliare il divario sociale tra cittadini. L’ingenza delle risorse necessarie richiederà la messa a punto di strumenti di natura finanziaria che consentano di attivare un ciclo virtuoso di investimenti che potranno ripagarsi nel tempo con i risparmi ottenuti, superando così la logica dell’incentivo che, alla lunga, non è più sostenibile”, commenta il Vicepresidente I-Com Franco D’Amore.

Riattivare lo sconto in fattura e correggere la Direttiva Case Green

Aumenta il desiderio degli italiani di comprare casa prestando un occhio di riguardo a prestazioni energetiche e sismica, “processo di transizione immobiliare green agevolato in maniera decisiva dagli incentivi fiscali e dai rincari energetici”, dichiara Gian Battista Baccarini, Presidente Nazionale Fiaip. “Un processo virtuoso che, però, rischia di essere fortemente rallentato sia dalla repentina eliminazione dello sconto in fattura, misura che riteniamo debba essere riconvertita gradualmente, che, ancor più, dall’attuale formulazione della Direttiva Energetica UE che, se non sarà corretta,  determinerà effetti devastanti sul mercato immobiliare e quindi sull’economia del nostro Paese, svalutando gran parte degli immobili con conseguente impoverimento delle famiglie italiane e indebolimento della più importante e strategica garanzia del debito pubblico nazionale, appunto il valore della proprietà immobiliare diffusa”. 

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