‘Grappoli di sabbia’ in fibra di vetro per un eco turismo consapevole

Il progetto Cagbalete Sand Clusters è in costruzione nelle Filippine come esempio di eco turismo sostenibile, che valorizzale la cultura locale

Eco turismo, Cagbalete Sand Clusters – credits Carlo Calma Consultancy Inc. per gentile concessione di v2com

Questo esempio di eco turismo ha vinto i WAFX Awards

(Rinnovabili.it) – Portare il concetto dell’eco turismo alla sua naturale evoluzione, trasformando i tradizionali bungalow sulla spiaggia in strutture dalla forma organica dove tutto è autosufficiente.

E’ questa l’idea alla base di Cagbalete Sand Clusters, il progetto sviluppato dal team di Carlo Calma per l’isola di isola di Cagbalete, nelle Filippine.

Il tutto è partito dall’esigenza del cliente che voleva creare una serie di lotti agricoli in una proprietà di 3,8 ettari. Stravolgendo completamente l’idea iniziale, gli architetti di Calma, hanno immaginato di valorizzare la cultura locale, fatta di pesca ed agricoltura, integrandola nelle strutture future.

Il risultato è una struttura ad uso misto, composta da una casa privata ed un ristorante con fattoria annessa che si concentra sulla vaolirzzazione della biodiversità locale e delle specie endemiche.

Cerchiamo di creare una nuova tipologia di eco turismo, fondata sulla sostenibilità, l’autosufficienza e la comunità, elevando la cultura dell’agricoltura e della pesca della zona, ma offrendo anche modi nuovi e innovativi di costruzione, produzione di cibo e tempo libero”, ha spiegato l’arch. Calma descrivendo il progetto.

Proteggere la biodiversità locale

Eco turismo, Cagbalete Sand Clusters - credits Carlo Calma Consultancy Inc. per gentile concessione di v2com
Eco turismo, Cagbalete Sand Clusters – credits Carlo Calma Consultancy Inc. per gentile concessione di v2com

Per il team di Calma infatti eco turismo non è solo un modo di viaggiare, ma un insieme di fattori che permettono prima di tutto di salvaguardare il contesto ambientale in cui ci si trova. Seguendo questo ragionamento la scelta è ricaduta sul potenziamento dell’allevamento di granchi da fango in simbiosi con l’agricoltura stagionale. Una scelta non casuale, ma dovuta al fatto che l’allevamento di questa particolare specie permette di contrastare l’erosione del suolo, proteggendo la foresta di mangrovie tipica di quest’area.

Sostenibilità ispirati ai coralli marini

Il design organico della struttura si ispira direttamente ai coralli marini. La struttura è progettata come un sistema unitario, leggero, con parti prefabbricate e una struttura a guscio iperbolico in GFRP (reti preformate in fibra di vetro), un materiale solido in grado di resistere ai disastri naturali. La sostenibilità di questo materiale si deve alla possibilità di poterlo mescolare con materiali riciclati e sabbia.

La struttura avrà solide fondamenta anche nei suoi punti cardine, mentre l’uso della sabbia locale non solo fornisce una patina contestuale, ma contribuisce anche alla resistenza della struttura mescolandosi con il GFRP, un materiale ibrido che è stato utilizzato anche nella costruzione di barche.

L’impiego delle tradizionali reti hapa generano una sorta di membrana protettiva sia da pioggia, sole che dagli insetti.

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L’obiettivo è quello di rendere questa piccola comunità autosufficiente, sia in termini di cibo, grazie all’allevamento ed all’agricoltura, che in termini energetici. Una serie di ombrelloni solari su misura produrranno elettricità, mentre i vuoti ed i pieni dell’involucro faciliteranno il passaggio della ventilazione naturale. Un sistema per la raccolta dell’acqua piovana completa questo progetto dedicato ad un eco turismo consapevole.

Con il progetto Cagbalete Sand Clusters il team di Carlo Calma si è anche aggiudicato nella categoria “Food” ai WAFX Awards.

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