Sblocco crediti, commercialisti: “superare stallo per evitare un boomerang economico”

Dal Consiglio nazionale dei Commercialisti arrivano tre proposte per sbloccare i crediti incagliati nei cassetti fiscali ed aumentare il plafond di acquisto delle banche

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Foto di Jörg Hertle da Pixabay

“Sbloccare l’ingente stock dei crediti rimasti incagliati nei cassetti fiscali di imprese e privati”

(Rinnovabili.it) – Le modifiche contenute nella Legge di conversione del DL Aiuti quater al problema dello sblocco dei crediti non hanno prodotto grandi risultati.

Tuttavia il settore delle costruzioni, ma anche le famiglie e le imprese restano pericolosamente in bilico con ancora migliaia di crediti fermi nei cassetti fiscali. L’ultima proposta in ordine di tempo arriva dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti in audizione al presso la Commissione Finanze e Tesoro del Senato.

Tre le soluzioni ipotizzate dal CNDCEC per superare l’attuale “stallo nella monetizzazione dei crediti evitando che misure adottate nel pieno dell’emergenza pandemica per sostenere e rilanciare l’economia, e per le quali lo Stato ha allocato rilevanti risorse, si trasformino, come peraltro sta già avvenendo, in un micidiale boomerang economico e sociale per famiglie e imprese”.

Sbloccare crediti compensandoli fino al sesto periodo di imposta

La prima proposta prevede che i crediti ammessi al Superbonus possano essere portati in compensazione con F24 fino al sesto periodo di imposta successivo a quello di competenza.

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In questo modo si aumenterebbe la capacità di acquisto dei crediti da parte delle banche, aumentando quindi il plafond, senza però modificare le condizioni si sconto applicate dalla Banca ai cedenti in fase di acquisto. In questo modo si confermerebbe l’orizzonte temporale di “diluizione” da 4 a 10 anni prevista dall’attuale formulazione normativa”.

Compensare attraverso le imposte versate dai clienti per tramite delle banche

La seconda proposta riprende quanto già suggerito da Abi e Ance nelle scorse settimane. Lo sblocco dei crediti relative alle comunicazione presentate entro il 31 dicembre 2022, ovvero lavori già avviati, potrebbe avvenire grazie ad un meccanismo transitorio e straordinario che permetta agli operatori finanziati di ampliare la capacità di acquisto dei crediti, attraverso la compensazione con le imposte versate dai loro clienti per loro tramite.

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Eliminare il limite al numero delle cessioni delle banche

In ultimo i commercialisti propongono di eliminare il limite al numero di cessioni che le banche o gli operatori finanziari possono effettuare. “Il sistema bancario – ha spiegato il tesoriere del Consiglio nazionale, Salvatore Regalbuto offre ampie garanzie contro il rischio di frodi, avendo fin dall’origine implementato procedure subordinate a rigorose e selettive due diligence che, seppur non previste normativamente, sono divenute ormai prassi consolidata e che vanno ad aggiungersi ai controlli preventivi (visto di conformità e attestazione e asseverazioni tecniche e di congruità dei costi) nonché ai presìdi antiriciclaggio già previsti per legge”.

Infine i commercialisti chiedono un intervento rapido con provvedimenti strutturali e soprattuo chiarificatori, si dell’ordine temporale dei bonus in continuo mutamento, sia dei recenti requisiti che modificano gli obblighi SOA.

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