Ambiente, mobilità, e-gov: le tre chiavi di Smart Basilicata

Semaforo verde per lo schema d’Accordo finalizzato al trasferimento tecnologico nei settori della tutela ambientale, della mobilità, dell’amministrazione digitale

Ambiente, mobilità, e-gov: le tre chiavi di Smart Basilicata (foto di www.windoweb.it)

 

(Rinnovabili.it) – Anche la Basilicata dà il via al percorso personale  per una gestione intelligente del territorio. A sancire l’avvio del nuovo impegno governativo è l’approvazione in Giunta dello schema di Accordo di programma quadro rafforzato “Smart Basilicata”, presentato su proposta del presidente Vito De Filippo. Lo schema risponde all’Avviso pubblico per la presentazione di idee progettuali per “Smart Cities and communities and Social Innovation” lanciato a livello nazionale dal Ministero dell’Istruzione, di cui ora è attesa la firma assieme a quella del Ministero dello Sviluppo Economico. Nel dettaglio, la Regione ha stilato un programma d’azione concetrato su 5 macro settori che permetterà di attivare un modello di “città diffusa” o “città territorio” che si svilupperà dalla Val d’Agri alla “città dei Sassi” (Matera), fino all’area metropolitana di Potenza.

 

“Con questo progetto – ha commentato il presidente della Regione Vito De Filippo –guardiamo all’Europa e ai modelli di ‘comunità intelligente’ che basano la loro crescita su soluzioni tecnologiche avanzate, frutto della ricerca e della sperimentazione in ambito scientifico e universitario”.

 

L’obiettivo è di creare nei prossimi 30 mesi un modello di sviluppo, nuovo e replicabile, basato  sullo sviluppo di prodotti e servizi ad alto contenuto tecnologico nei sistemi di salvaguardia ambientale, di efficienza energetica, della mobilità sostenibile e di servizi tecnologici avanzati per la valorizzazione del patrimonio urbano, culturale e paesaggistico. L’attuazione del programma sarà affidata ad un nucleo industriale, costituito da Consorzio TeRN ed Enel, e ad  un polo scientifico rappresentato da Università della Basilicata, Enea e Cnr. Ai primi spetterà la copertura di almeno il 50% dei costi complessivi riferibili alla ricerca; ai nuovi  spin off nati in quest’ambito sarà invece assegnato il compito di gestire la fase di sviluppo, creando economia e occupazione sul territorio.