La Challenge che trasformerà otto città emergenti in smart cities

Otto città emergenti, otto banchi di prova pronti a diventare smart cities per migliorare la qualità della vita dei cittadini, mitigare le sfide ambientali, sociali ed economiche.

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credits pixabay.com

(Rinnovabili.it) – E’ partita la sfida di Urban Innovation Challenge che permetterà di attivare un ecosistema di 800 imprenditori, investitori e sindaci che possano trasformare le 8 megalopoli emergenti prescelte in esempi di smart cities.

Lanciata dal nuovo Center for Urban Transformation, parte integrate del World Economic Forum, la challenge ha focalizzato l’attenzione sulle città in rapida crescita in Asia, Africa e America Latina.

Sarà infatti in queste aree geografiche che si concentrerà la maggior parte della popolazione mondiale entro la fine del secolo.

Individuare strategie innovative che migliorino la qualità della vita degli abitanti e siano in grado di mitigare le sfide sociali ed ambientali associate alla rapida urbanizzazione, permetterebbe di esportare il modello a livello globale.

I banchi di prova per le smart cities

Le città partecipanti sono Bogotá (Colombia), Buenos Aires (Argentina), Lagos (Nigeria), Dhaka (Bangladesh), Jakarta (Indonesia) Kigali (Ruanda), Nairobi (Kenya) e Rio de Janeiro (Brasile). Le previsioni parlano di numeri record per la popolazione prevista in queste megalopoli entro la fine del secolo, partendo dagli 11 milioni immaginate per Bogotà, fino ad arrivare a ben 88 milioni nel caso di Lagos.

Per avviare la sfida sono stati individuati i quartieri che fungeranno da banchi di prova urbani, dove le start-up e gli stakeholder privati potranno cimentarsi nel proporre soluzioni innovative direttamente legate alle smart cities.

Le 100 soluzioni più efficaci per ogni città verranno annunciate il 22 febbraio 2022 e riceveranno un premio di 25.000 dollari per avviare i progetti.

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Coinvolgere gli attori privati nel futuro delle smart cities è chiaramente diventato un fattore determinante. Creare sinergie tra governi locali ed aziende permetterebbe allo stesso tempo di aumentare l’occupazione e portare nuovi finanziamenti ed idee utili al cambiamento.

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