Estensione e miglioramenti normativi, il superbonus nelle richieste delle imprese

Audizione alla Camera di Confedilizia e Assoimmobiliare. Chiesta proroga fino al 2023, e ampliamento della platea dei beneficiari a uffici, negozi, hotel. Inotre sono necessarie semplificazioni alla procedura

proroga superbonus 110%
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di Tommaso Tetro

(Rinnovabili.it) – Estensione della durata “almeno fino al 2023” e ampliamento della platea dei beneficiari, includendo anche aziende e uffici. Queste le due principali richieste delle imprese – in testa Confedilizia e Assoimmobiliare-Confindustria, oggi in audizione alla Camera – per il superbonus al 110%, a cui bisogna aggiungere la necessità di miglioramenti normativi, e cioè di semplificazioni nella procedura.

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“Se vogliamo davvero raggiungere l’obiettivo di questa misura, che è migliorare il nostro patrimonio edilizio – osserva il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testanon possiamo dire che va tutto bene ma avanziamo la richiesta di fare degli interventi: quindi allungamento e estensione della durata, e contestualmente anche miglioramenti e correttivi alla normativa”.

“L’impatto economico del superbonus è positivo ma è evidente che ci sono tante complessità: questo intervento è stato pensato per il residenziale, per le famiglie e i condomini, soggetti non dotati della professionalità” che subiscono però “le difficoltà burocratiche; competenze che invece hanno gli investitori del settore – rileva la presidente di Assoimmobiliare, Silvia Rovere – per far funzionare il superbonus, e renderlo davvero strategico per il Paese, dobbiamo” prevedere e coinvolgere le tipologie di immobili che oggi non godono di questo incentivo, come “uffici, negozi, hotel, ospedali, scuole”.

Secondo Assoimmobiliare si tratta di una “norma strategica per il nostro settore”; per esempio gli uffici sono tra gli edifici più inquinanti. “E’ un obiettivo ambizioso – prosegue Rovere – quello di ristrutturare in tutta Europa 35 milioni di edifici”. Tanto più “importante” in Italia, dove “negli ultimi 20 anni c’è stato un rallentamento della riqualificazione degli edifici per una profonda crisi del settore. Oltre il 57% degli immobili è stato realizzato prima degli anni ’70”.

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Il presidente di Confedilizia mette in evidenza “un problema”, quello dei “prezzi: siamo tutti favorevoli al libero mercato – dice – ma siamo anche tutti consapevoli che una durata troppo compressa dell’incentivo favorisce quegli enormi sbalzi dei prezzi di tutto quello che costa per gli interventi”. In generale – afferma Spaziani Testa – “si tratta di un incentivo importante, che può migliorare davvero, specie se esteso nel tempo, la sicurezza dei nostri immobili e la loro efficienza energetica”. Inoltre, “si unisce ad altri incentivi altrettanto importanti spesso dimenticati ma che per fortuna il Parlamento ha prorogato fino a tutto il 2021, dal bonus facciate alle detrazioni per gli interventi per la ristrutturazione edilizia”. E un “approccio sbagliato può portare a trascurare la qualità dei lavori. Il superbonus è un ottimo strumento e porterà miglioramenti in città e borghi. Enea ci dice che sono stati attivati circa 13mila interventi di cui solo 1.300 su edifici condominiali”.

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