Thinking huts completata la prima scuola stampata in 3D del Madagascar

Grazie alle possibilità offerte da questa tecnologia, la scuola stampata in 3D del Madagascar, abbatte i costi e l’impatto ambientale della costruzione, fornendo a chiunque la possibilità di accedere all’istruzione scolastica

scuola stampata 3d
scuola stampata 3d -image © BOTO Friddet by thinkinghuts

Il progetto pilota della scuola stampata in 3D è stato costruito nella città di Fianarantsoa

(Rinnovabili.it) – La no-profit Thinking huts ha completato la realizzazione della sua prima scuola stampata in 3D del Madagascar. Parte di un progetto ben più ampio, la scuola soprannominata “Bougainvillea” sarà utilizzata come prototipo per testare le potenzialità di questo innovativo sistema costruttivo.

Il sogno nasce dalla giovannissima ventiduenne Maggie Grout, intenzionata a sviluppare una soluzione per rendere l’istruzione accessibile a tutti, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Ancora oggi infatti, ad oltre 290 milioni di studenti viene impedito l’accesso allo studio, a causa del sovraffollamento, della distanza dalle strutture per l’istruzione o anche per la mancanza di infrastrutture. E il Madagascar purtroppo non è da meno. Qui il 45% dei bambini del paese non è iscritto a scuola per mancanza dell’edificio stesso. Secondo le recenti stime UNESCO servirebbero più di 22.000 strutture scolastiche per fornire a tutti questo servizio.

Thinking huts proverà a riempire questa carenza, sfruttando le potenzialità della stampa 3D. Il prototipo sorge a Fianarantsoa ed è stato realizzato in collaborazione con l’Ecole de Management et d’Innovation Technologique (EMIT). Entro pochi anni questo sito diventerà un vero e proprio campus fatto di scuole stampate in 3D. Il masterplan seguirà una struttura cosiddetta a “nido d’ape”, un insieme di alloggi fatti dalla comunità e per la comunità.

Percorrendo la strada tracciata dalla no-profit Thinking huts si percepiscono le infinite potenzialità che la stampa 3D applicata al mondo delle costruzioni, potrebbe raggiungere. Prima fra tutte l’abbattimento delle emissioni del settore e la riduzione degli sprechi.

Meno spreco e tempistiche ridotte

Il prototipo del Madagascar ha permesso di fare proprio questo. Il materiale impiegato è esclusivamente di provenienza locale, così come la manodopera. Grazie al software di pianificazione, la scuola stampata in 3D riduce al minimo lo scarto di materie prime e rende più efficiente il sistema costruttivo. Meno tempo per costruire le scuole ad un costo inferiore.

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Le pareti dell’edificio sono costruite con una miscela di cemento a base di terra locale, mentre tetto, finestre ed elementi strutturali sono in legno, sempre di vicina provenienza.

Accanto alla no profit, il progetto è stato studiato da Bruno Silva e Yash Mehta del team di Defining Humanity.

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