Comfort e protezione da indossare, la nuova sfida di Open Innovability

Enel lancia una nuova sfida agli innovatori di tutto il mondo: proporre nuovi materiali o tessuti per gli indumenti protettivi di chi lavora sugli impianti elettrici BT. I capi dovranno essere in grado garantire un elevato livello di comfort

Open Innovability

 

(Rinnovabili.it) – Le infrastrutture sono uno degli elementi chiave del nuovo Piano strategico Enel per il 2020-2022. Nel comparto la società investirà ben 11,8 miliardi di euro al fine di portare avanti l’opera di digitalizzazione e automazione delle reti, migliorandone resilienza e qualità del servizio.

Ma per ogni passo avanti compiuto verso l’innovazione e lo sviluppo ve ne è uno in direzione della sostenibilità, secondo quel principio di Innovablity (Innovation+Sustainability) che contraddistingue l’approccio del Gruppo.

È guardando agli operatori impegnati dal vivo sui sistemi elettrici in bassa tensione, che nasce la nuova sfida di Open Innovability, la piattaforma di crowdsourcing aperta a start up, talenti, imprenditori, associazioni, ricercatori e finalizzata a fare scouting di nuove proposte e idee.

 

La challenge in questione mira a trovare un partner, un fornitore o più semplicemente un “solver” che sia in grado di realizzare indumenti protettivi innovativi. Nel dettaglio, la società sta cercando di mettere a disposizione dei propri operatori nuove tute adatte agli estremi climatici della stagione estiva. Attualmente questi lavoratori indossano indumenti classificati, secondo le norme italiane, come Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) di terza categoria, ossia capi destinati a salvaguardare da eventuali rischi chi li indossa. Per questo motivo sono tutti realizzati con tessuto antistatico e ignifugo, resistente agli effetti termici dell’arco elettrico. Ma a fronte di un alto livello di protezione, questi indumenti non sempre garantiscono un comfort termofisiologicio altrettanto elevato, soprattutto durante l’estate in caso di temperature e umidità particolarmente elevate.

 

L’obiettivo della sfida è riuscire ad unire le prestazioni dei DPI ad ottime performance di protezione termica e di isolamento dei tessuti in rapporto all’attività fisica e al clima, così come di trasporto dell’umidità corporea nelle fibre e di traspirabilità. Non solo. La produzione dei tessuti e dei materiali deve ovviamente non essere nociva per l’ambiente e al tempo stesso deve sostenere l’impegno del gruppo sul fronte degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. E in questo caso specifico, verso l’SDG 3 che richiede, tra le altre cose, di rafforzare la capacità di tutti i paesi nella riduzione dei rischi sanitari.

“Gli indumenti attualmente disponibili che forniscono il livello di protezione necessario sono particolarmente scomodi in ambienti ad alta temperatura e alta umidità”, spiega la società sottolineando l’interesse a “sviluppare indumenti protettivi ma al tempo stesso confortevoli per queste situazioni”.

Lo strumento d’elezione per trovare una soluzione al problema è openinnovability.com. Negli ultimi tre anni infatti la piattaforma ha ospitato oltre 70 sfide, raccogliendo migliaia di proposte da oltre 90 paesi in tutto il mondo e firmando accordi di collaborazione con aziende, startup, ricercatori e privati italiani e internazionali in campo della generazione termica, delle energie rinnovabili, di infrastrutture e reti, della digitalizzazione delle soluzioni per i consumatori.

 

 

Nuove tute in tessuto termofisiologico, la Request-for-Partners

La sfida proposta è una vera e propria Request-for-Partners elettronica (eRFP), una ricerca di collaborazione che si concentra sull’ottenimento di vantaggi reciproci per entrambi le parti in causa, ossia il “Ricercatore” (Seeker) e il “Risolutore” (Solver). In questo caso al “Risolutore” è chiesto di presentare un video e/o una proposta scritta per un nuovo materiale o tessuto, che  descriva analiticamente la tecnologia e una breve discussione in merito a capacità, strutture, attrezzature e competenze per l’esecuzione della soluzione.

Enel, in qualità di Seeker, valuterà le proposte con lo scopo di avviare la partnership.

 

Per entrare nella selezione i nuovi tessuti devono, però, avere caratteristiche ben precise. Sotto il profilo della sicurezza devono poter essere certificati a norma IEC 61482-2 (classe 2) e mostrare un alto valore di protezione agli effetti termici dell’arco elettrico. Sul fronte comfort dovranno invece poter migliorare requisiti come la resistenza evaporativa e quella termica offrendo nel contempo anche una buona leggerezza (≤ 470 grammi su metro quadrato) e tenuta ai lavaggi (oltre i 50 cicli). Contestualmente, la soluzione non dovrà essere troppo costosa né ovviamente dannosa per l’ambiente, garantendo la conformità alle attuali normative dei paesi del gruppo Enel o la possibilità di adattarvisi con uno sforzo limitato.

Ai selezionati verrà chiesto di fornire un campione di tessuto per le prime valutazioni, e in seguito di realizzare una giacca e un pantalone da testare, omologandoli secondo i requisiti del Gruppo.

Le candidature a questa sfida dovranno pervenire entro le 23:59 (ora dell’Europa centrale) del 30 gennaio 2020. Qui tutte le informazioni.

#EnelOpenInnovability

In collaborazione con Enel

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