Con la tecnologia Oxy Fuel il Friuli eccelle nella produzione del vetro

Il tour di Legambiente tra i cantieri della transizione scova uno stabilimento vetrario che usa la tecnologia oxy fuel per tagliare le emissioni

Tecnologia Oxy Fuel
Via depositphotos.com

La tecnologia Oxy Fuel permette di ridurre il consumo di energia e la quantità di gas serra, innovando con sostenibilità

(Rinnovabili.it) – La transizione energetica dell’industria vetraria oggi segna un altro punto. Nella frazione di Villotta di Chions, in provincia di Pordenone, funziona a pieno regime un progetto di utilizzo dell’ossigeno nei forni fusori, la cosiddetta tecnologia oxy fuel.

L’obiettivo è dimostrare che la filiera può diventare meno energivora nel prossimo futuro, puntando su innovazione e tecnologia. L’impianto della O-I (azienda parte di Assovetro) nella piccola frazione, consente infatti una riduzione del consumo di energia superiore al 38% e delle emissioni di circa l’80%. Un traguardo importante per l’industria vetraria che consuma ogni anno 1,1 miliardi di metri cubi di gas, circa il 2% dei consumi nazionali.

Un processo lungo 11 anni

Lo stabilimento ha avviato la sua trasformazione per la produzione di packaging ad alta efficienza nel 2012, aggiornando i suoi due forni per l’utilizzo di tecnologie di ossicombustione che consentono di aumentare l’efficienza energetica dei forni per la fusione del vetro utilizzando l’ossigeno. Il processo, durato più di otto anni, ha visto la sperimentazione di tecnologie innovative. “L’uso di tecnologie avanzate non si è limitato all’ossicombustione”, spiega Alessandro Gardenal, direttore dello stabilimento. “Altre innovazioni hanno interessato lo stabilimento vetrario, come il riutilizzo del calore proveniente dai fumi in grado di preriscaldare il rottame di vetro delle raccolte differenziate prima di immetterlo nei forni di fusione”. La maggiore temperatura del rottame in ingresso richiede, infatti, un minor consumo di energia. Anche l’acqua che assorbe il calore di scarto dalle apparecchiature viene utilizzata per riscaldare le aree dell’officina.

Il Friuli tra i “cantieri della transizione”

Per dare risalto a progetti come questi, Legambiente ha lanciato un tour intitolato “I cantieri della transizione ecologica”, che accompagnerà l’associazione verso il suo 12° congresso nazionale. L’idea è quella di mostrare all’esterno che ci sono storie di imprese che anche nel nostro paese stanno andando puntando su innovazione e sostenibilità. 

La strada che abbiamo intrapreso per centrare gli obiettivi europei al 2030 e 2050 di riduzione dei consumi e delle emissioni dispone di un portafoglio diversificato di soluzioni tecnologiche”, ha dichiarato Marco Ravasi, Presidente di Assovetro. L’industria punterà su “uso diretto di energia elettrica prodotta da rinnovabili, green fuels come idrogeno o biometano, cattura della CO2”. Dal canto suo, Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, ha sottolineato il ruolo dell’Italia nel riciclo del vetro. Siamo, infatti, “leader nel riciclo del vetro registrando nel 2022 una percentuale di oltre l’80%, che supera il target fissato dall’UE per il 2030”. Si tratta, per Zampetti, di “numeri importanti che indicano come il nostro paese sia in questo settore un vero campione dell’economia circolare”. 

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