Digitalizzazione del settore energetico, cosa non può mancare nella strategia UE

L’industria energetica europea pubblica alcune raccomandazioni su come impostare il futuro piano d’azione per digitalizzare l’energia

Digitalizzazione del settore energetico
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(Rinnovabili.it) – Sfruttare l’interoperabilità nell’accesso, nel controllo e nella condivisione dei dati. Adeguare la legislazione sulla privacy e sulla protezione dei dati per consentire una maggiore innovazione. Garantire la coerenza e un approccio olistico nei requisiti di cybersicurezza. Questi alcuni dei temi chiave su cui dovrebbe concentrarsi la futura strategia comunitaria di digitalizzazione del settore energetico, secondo le più grandi associazioni europee di settore. 

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Il piano d’azione dovrebbe essere pubblicato dalla Commissione Ue entro la fine del 2022 con l’obiettivo di aiutare il Blocco a sviluppare un mercato competitivo per i servizi e infrastrutture energetiche digitali che siano sicuri, efficienti e sostenibili. E nonostante la consultazione pubblica avviata da Bruxelles si sia chiusa a gennaio di quest’anno, c’è ancora chi tiene alta l’attenzione sul tema. Parliamo di Eurelectric, E.DSO, EHPA, WindEurope e SolarPower Europe, cinque grandi associazioni del settore elettrico europeo che in questi giorni hanno pubblicato una dichiarazione congiunta. “Rispetto alla transizione ecologica, la Commissione Europea ha intensificato l’ambizione per il 2030 quando nel luglio 2021 ha pubblicato il Pacchetto Fit for 55″, scrivono le cinque realtà. “Ha anche intensificato i suoi sforzi sulla transizione digitale annunciando lo scorso marzo i Digital Decade Principles. Tuttavia, il legame tra queste due transizioni […] dovrebbe essere rafforzato”.

Per questo motivo le associazioni hanno stilato una serie di raccomandazioni chiave per la digitalizzazione del settore energetico. Elementi ritenuti essenziali come la definizione di un quadro legislativo interoperabile per un accesso e uno scambio più facili dei dati utilizzando standard UE armonizzati. Unitamente ad uno schema di classificazione dei dati chiaro che aiuti la condivisione e la protezione degli stessi. “Quando i dati non sono sensibili, un più facile accesso da parte dei mercati sarà rilevante anche per la diffusione di servizi energetici innovativi a sostegno della partecipazione dei consumatori e del contributo agli obiettivi di decarbonizzazione. In caso contrario, questi dati dovrebbero essere resi anonimi e aggregati per area geografica, per evitare qualsiasi scopo dannoso”, si legge nella dichiarazione.

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Le associazioni propongo anche di elaborare incentivi mirati per promuovere l’adozione di soluzioni di condivisione dei dati in tutto il sistema energetico e di aggiornare la normativa sulla e-Privacy per consentire una maggiore innovazione. E ancora: i firmatari chiedono di armonizzare i requisiti in materia di cyber sicurezza e di creare terminologie comuni per la segnalazione di incidenti informatici. Definendo un quadro normativo abilitante per aumentare l’adozione e la fiducia nelle tecnologie digitali emergenti come l’Internet delle cose (IoT), i servizi cloud e l’intelligenza artificiale (AI).

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