Ecoinnovazione ad alta quota nelle Alpi

Presentati i risultai del progetto italo francese Eco Innovation en altitude, per una gestione sostenibile dei rifugi in quota

Ecoinnovazione ad alta quota nelle Alpi

 

(Rinnovabili.it) – La sostenibilità non conosce altezze limiti. A dimostrarlo è Eco Innovation en altitude, progetto europeo di cooperazione territoriale Alcoltra Italia-Francia. Nata nell’ambito dell’Espace Mont-Blanc, l’iniziativa mira ad applicare strumenti comuni per la gestione sostenibile delle strutture ricettive in quota. Il partenariato coinvolto nell’attuazione del progetto costituito dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta attraverso l’Assessorato Territorio e Ambiente nella funzione di capofila, la Communauté de Communes della Valle di Chamonix Mont-Blanc, il Comune di Contamines-Montjoie, la Federazione francese dei Club alpini e di montagna (FFCAM), il Dipartimento dell’Economia del Vallese e la Fondazione Montagna sicura di Courmayeur – ha presentato lo scorso 7 novembre gli ottimi risultati raggiunti.

 

Nel dettaglio dal gennaio 2013 il consorzio ha valutato i parametri di eco-gestione del Rifugio Guide del Cervino, Rifugio Arbolle, Rifugio Mantova e la Casermetta Espace Mont-Blanc; all’interno di queste strutture sono state portate avanti una serie di azioni: audit ambientali, sperimentazione di sistemi innovativi di gestione ambientale ma anche formazione partecipativa dei gestori dei rifugi e sensibilizzazione in materia di sostenibilità dell’ambiente alpino. Come spiega Luca Bianchi, Assessore regionale al territorio e ambiente della regione: “bisogna evidenziare che questo progetto è partito nella scorsa legislatura e si sta definendo proprio adesso con la fine dell’anno. È un progetto importante, che interessa tre nazioni: Italia, Francia e Svizzera. Con “Eco Innovation en altitude” siamo andati a monitorare la situazione dei rifugi in alta quota in relazione ai reflui e al discorso dei rifiuti, perché è estremamente importante verificare i contesti e arrivare ad avere delle linee guida. Questo perché sono dei luoghi in cui l’ecosistema è molto difficile da mantenere quindi è importante che si trovino le giuste soluzioni da adottare poi in tutti i rifugi”.

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