Innovazioni per l’energia pulita, quando l’Europa straccia Cina e Stati Uniti

Il Global energy innovation index del think tank Itif misura il volume di investimenti ma anche altri 20 indicatori chiave. Il vecchio continente continua a dettare il ritmo a livello globale, con Finlandia, Danimarca, Svezia e Regno Unito in testa. L’Italia è solo 19°.

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Foto di Oimheidi da Pixabay

Pechino è solo 25° nella classifica delle innovazioni per l’energia pulita

(Rinnovabili.it) – Da qualche anno la Cina surclassa Europa e Stati Uniti nella corsa alle rinnovabili per capacità installata. Nel 2020, Pechino ha messo online oltre 70 GW di eolico, più di quanto era riuscito a fare nel 2019 tutto il resto del mondo messo insieme. Anche il solare procede a ritmi serrati, con quasi 50 nuovi GW di capacità installata nel 2020. Ma questi dati raccontano solo una parte della storia. Il boom delle fer è fatto anche – anzi, soprattutto – di innovazioni per l’energia pulita. E in questo campo, il leader globale resta l’Europa.

Lo spiega il rapporto 2021 Global Energy Innovation Index di Itif (Information Technology & Innovation Foundation), think tank che tra le altre cose monitora il ritmo globale delle innovazioni per l’energia pulita. Lo fa attraverso un indice che mette insieme i volumi di investimenti messi in campo da ciascun paese e altri 20 indicatori, aggregati in 10 categorie funzionali e 3 sottoindici, che misurano lo stato di salute del mercato, fattori sociali, la circolazione delle conoscenze.

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Il dato che forse può sorprendere di più è che la classifica finale dei paesi sulle innovazioni tecnologiche per l’energia pulita è molto simile a quella del 2016: a riprova che l’innovazione ha bisogno di un intero ecosistema di supporto, non bastano soltanto le risorse economiche.

In cima alla lista troviamo i “pacesetter”, i paesi che dettano il ritmo nel campo delle innovazioni tecnologiche. Sono tutti europei (e del Nord): Finlandia, Danimarca, Svezia e Regno Unito. Più distanziati troviamo altri paesi del vecchio continente come Svizzera, Belgio, Paesi Bassi, Germania, e poi ancora Canada (primo Stato non europeo della classifica, al 9° posto), Francia e Norvegia. Ancora dietro, in un terzo cluster, la classifica vede Giappone, Austria, Corea del Sud, Australia, Repubblica Ceca e Stati Uniti. L’Italia è 19°, subito dietro Stati Uniti e Portogallo. E la Cina? Ancora più indietro, al posto numero 25, battuta da Lituania, Irlanda e Spagna.

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In cosa eccellono i primi della classe? La Danimarca guida il sottoindice Sviluppo e diffusione della conoscenza, mentre la Finlandia è al primo posto per la sperimentazione imprenditoriale e la formazione del mercato e il Regno Unito segna il passo per la legittimazione sociale e la collaborazione internazionale. Giappone, Corea del Sud e Cina contribuiscono maggiormente attraverso lo sviluppo e la diffusione della conoscenza rispetto ad altre funzioni del sistema di innovazioni tecnologiche. Gli Stati Uniti vanno bene nella categoria dell’ecosistema imprenditoriale per i suoi contributi alla legittimazione sociale. (lm)

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