Plastiche miste, Saipem testa una nuova tecnologia di smaltimento

La tecnologia “flameless”, messa a punto dall’Italia ITEA, permette la produzione di energia a basso costo utilizzando combustibili poveri

plastiche miste
Creative Commons Zero – CC0

(Rinnovabili.it) – Riciclare le plastiche miste rimane una sfida aperta per il comparto dell’economia circolare. I primi esperimenti di recupero non mancano, come nel caso del progetto di Pontedera dove questo tipo di rifiuti è stato trasformato in seggiolini da stadio. Nel complesso, tuttavia, la soluzione più frequente rimane la valorizzazione energetica del plasmix, nome che identifica l’insieme plastiche miste residue. Le ultime novità tecnologiche in questo campo arrivano dall’Italia e più precisamente ITEA S.p.A. La società ha siglato un accordo con la Saipem per testare un nuovo metodo di trattamento dei rifiuti plastici eterogenei.

 

Il sistema, brevettato dalla stessa ITEA, si avvale di un processo chiamato ‘flameless oxy-combustion’, ossia combustione con ossigeno in assenza di fiamma. Si tratta di un processo di ossidazione dei rifiuti che avviene all’interno di un reattore in modo ordinato, prevedibile e controllabile, con esclusiva produzione di vapore acqueo e CO2 pura. L’anidride carbonica non viene immessa nell’atmosfera, ma è idonea per essere utilizzata come prodotto destinato al mercato. Il processo è, inoltre, molto flessibile, relativamente semplice e consente di essere sfruttato anche in impianti di dimensioni ridotte. In prospettiva, consentirà di aumentare notevolmente la percentuale di materiale smaltibile in maniera sostenibile.

 

Ulteriore vantaggio della tecnologia è quello offerto dalla possibilità di processare, insieme al Plasmix, fanghi di depurazione derivanti dai trattamenti delle acque reflue, un materiale oggi difficile da smaltire.

Spiega Mauro Piasere, direttore della Divisione XSIGHT di Saipem “Il tema del riciclo della plastica è un obbiettivo di grande interesse per Saipem che ancora richiede studi e tecnologie, ma non vogliamo stare fermi mentre i nostri mari e le nostre terre combattono con l’inquinamento delle plastiche. L’applicazione diffusa del processo di oxy-combustion consentirebbe di recuperare il prezioso contenuto di energia delle plastiche di scarto evitando la loro dispersione. L’applicazione di questa tecnologia conferma la nostra capacità di adattare tecnologie dell’oil&gas alle nuove esigenze del mercato e dei nostri clienti e di supportarli fornendo loro soluzioni orientate verso una maggiore sostenibilità”.

 

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