Iniziato in Consiglio l’esame della proposta di legge sugli Egato per la gestione dei rifiuti

La relazione dell’assessore Valeriani ha suscitato un ampio dibattito in Aula, che proseguirà domani a partire dalle ore 11. Si va verso ente autonomo per Roma Capitale, distinto dall’Area metropolitana.

Programma nazionale per la gestione dei rifiuti: il MiTE pubblica il Pngr
Foto di frozennuch da Pixabay

“Con gli Egato si completa il processo di riorganizzazione del sistema rifiuti”

Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Marco Vincenzi, ha iniziato oggi l’esame della proposta di legge n. 330 del 13 aprile 2022 concernente: “Disciplina degli enti di governo d’ambito territoriale ottimale per la gestione integrata dei rifiuti urbani”. Si tratta del provvedimento presentato dalla Giunta regionale per riformare la gestione dei rifiuti che, a seguito della richiesta di procedura d’urgenza presentata il 21 giugno dal presidente della Regione (ai sensi dell’articolo 38 dello Statuto), è stato trasmesso direttamente all’Aula, senza l’esame in commissione Bilancio.

La proposta di legge è stata illustrata da Massimiliano Valeriani, assessore regionale alle Politiche abitative, Urbanistica, Ciclo dei rifiuti e impianti di trattamento, Smaltimento e recupero. Subito dopo, è iniziata la discussione generale, durante la quale sono intervenuti undici consiglieri, fino alle ore 17, orario di sospensione deciso nell’ultima riunione della Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari. Il resto degli interventi e la replica dell’assessore sono previsti per domani, mercoledì 6 luglio, a partire dalle ore 11. Concluso il dibattito, il Consiglio inizierà l’esame dell’articolato e dei relativi emendamenti e subemendamenti.

“Con gli Egato si completa il processo di riorganizzazione del sistema rifiuti”, ha detto Valeriani, che ha parlato di “fragilità” di questo sistema, dovuta alla scarsità di impianti di trattamento. “La Regione spinge per realizzare impianti pubblici per gestire il ciclo rifiuti – ha spiegato l’assessore – e gli Egato serviranno ad approvare i piani d’ambito, l’affidamento della gestione del servizio, la determinazione della Tari e il monitoraggio sugli impianti da realizzare”. Valeriani ha precisato che sarà proprio la Tari a finanziare i nuovi Enti di governo dei rifiuti, aggiungendo che “si tratta di un passaggio importante a cui tutto il Consiglio regionale deve contribuire: con questo atto la Regione Lazio avrà compiuto fino in fondo in proprio dovere”.

Subito dopo l’assessore, sono intervenuti quattro consiglieri di maggioranza. Daniele Ognibene (Leu) ha detto che è stata trovata “una sintesi avanzata, grazie agli emendamenti presentati dalla Giunta, che rappresentano un passo avanti, in grado di allineare la nostra Regione a quelle più virtuose”. Ognibene ha quindi accolto positivamente la scelta di “responsabilizzare il Comune di Roma Capitale come Ente di governo autonomo rispetto all’Area metropolitana, una divisione che rappresenta un riconoscimento agli sforzi fatti dai Comuni per la raccolta differenziata”. Anche Marietta Tidei (gruppo Misto) ha speso parole positive per il lavoro della Giunta: “Oggi si scrive una bella pagina – ha detto – perché la scelta di governo di prossimità nella gestione dei rifiuti va nella direzione giusta e gli emendamenti di Valeriani recepiscono molte indicazioni arrivate dal Consiglio regionale. Ora non ci sono più alibi per scaricare le proprie responsabilità”. Tidei ha anche espresso apprezzamento per la scelta del sindaco di Roma di realizzare un termovalorizzatore”.

Un plauso alla Giunta è arrivato anche da Marco Cacciatore (gruppo Misto): “Per 18 anni la Regione non ha avuto un piano per la gestione dei rifiuti – ha detto –, con la Giunta Zingaretti abbiamo voltato pagina: stabiliti i fabbisogni, recepite le norme nazionali ed europee su recupero materia. Con questa legge verranno salvaguardati gli impianti pubblici per offrire un servizio migliore, una gestione efficiente e costi più bassi”. Sulla questione della Capitale, Cacciatore ha detto che “l’autosufficienza di Roma rappresenta un passo essenziale: negli ultimi cinque anni c’è stato un record negativo nella raccolta differenziata in città”. Di legge “coerente” con il Piano rifiuti ha parlato Gino De Paolis (Lista Zingaretti), perché sono state salvaguardate “autosufficienza e prossimità”. Il consigliere di maggioranza ha inoltre sottolineato che “la fase di ascolto ha permesso di trovare soluzioni ai punti più critici, portando a un risultato quasi epocale”. Su Roma, anche De Paolis ha espresso condivisione della scelta di separare l’Egato della Capitale da quello della Provincia.

Con riferimento alle parole usate da De Paolis, il consigliere di opposizione Antonello Aurigemma (Fratelli d’Italia) ha dichiarato che “di epocale c’è solo il disastro causato da questa Giunta, che invece dovrebbe rimettere mano al Piano rifiuti, annientato dal termovalorizzatore annunciato da Gualtieri: mancano gli impianti necessari per chiudere il ciclo dei rifiuti, la raccolta differenziata non basta e i cittadini di Roma e della Provincia sono condannati all’emergenza dalle scelte sbagliate della Regione”. Sulla legge in discussione, infine, Aurigemma ha detto che è sbagliato insistere, “non ha senso discutere di Enti di gestione, serve cambiare subito il Piano rifiuti perché bisogna individuare quali e quanti impianti servono”.

La consigliera di maggioranza Gaia Pernarella (M5s) ha invece sottolineato che “questa legge incide più di altre sulla vita dei cittadini, è un progetto ambizioso anche se solo alle battute iniziali. Un provvedimento – ha aggiunto – che nasce da una iniziativa del Movimento 5 stelle, perché non basta il Piano rifiuti senza le regole di governo per gli Ato. Bisogna essere coraggiosi, cambiare approccio”. Nel merito del provvedimento, Pernarella ha però precisato che ci sono questioni aperte: “sono ancora da discutere le competenze, il numero e gli emolumenti dei cda”, ha detto.

D’accordo con Aurigemma, il suo collega di partito, Giancarlo Righini, che ha parlato di “Mero adempimento, in ritardo di 9 anni” ed ha invitato la maggioranza “ad evitare toni trionfalistici”. Il consigliere di Fratelli d’Italia ha poi criticato il passaggio diretto all’Aula, definito “inopportuno” perché è saltata completamente la discussione in commissione “solo per colpa delle frizioni nella maggioranza – ha detto – visto che dall’opposizione non vi è stato alcun intento ostruzionistico”. Sulla distinzione fra Roma e Provincia, Righini ha precisato che “non vi è alcun merito della Regione, poiché la questione è stata risolta dal Decreto Draghi. I poteri straordinari a Roma azzerano totalmente il dibattito sugli Egato e questa legge non risolve alcun problema sui rifiuti, perché l’amministrazione ha dormito per nove anni, senza individuare nuovi impianti”, ha concluso Righini.

Al consigliere di Fratelli d’Italia ha risposto Enrico Panunzi (Pd), il quale ha precisato che “quando ci siamo insediati nel 2013 abbiamo trovato una situazione di emergenza, con un lungo commissariamento, l’infrazione europea su Malagrotta e una cronica carenza impiantistica, paghiamo anni di inerzia. Questa legge è un adempimento indispensabile per rendere operativo il Piano rifiuti, perché il Piani di ambito è essenziale per la chiusura del ciclo rifiuti nel rispetto dei princìpi di autosufficienza e prossimità”. Sul sindaco di Roma, Panunzi ha detto che “Gualtieri ha il merito di aver affrontato con coraggio il problema rifiuti, superando l’inerzia degli ultimi anni”, mentre sull’assessore Valeriani ha spiegato che “è riuscito a trovare la sintesi nella maggioranza. Ora spazio al confronto in Consiglio regionale per inserire nella legge elementi che superino le inerzie degli enti locali”, ha concluso Panunzi.

Hanno chiuso il dibattito odierno tre interventi di consiglieri di Fratelli d’Italia. Il presidente del gruppo, Fabrizio Ghera, ha detto che “questa discussione attesta il fallimento della Giunta regionale e questo provvedimento non sarà la panacea di tutti i mali, come è stato annunciato. I problemi del Lazio non si risolvono con una legge, servirà lavoro nei territori e sarà un percorso lungo, basti vedere quanto successo con gli Ato dell’acqua pubblica”. Anche Ghera ha attaccato la Giunta sul Piano rifiuti, definito “disintegrato dal Sindaco di Roma e dal Governo nazionale. Facevamo bene a contrastare quel provvedimento che si è rivelato una evidente sconfitta di Zingaretti, perché la Giunta aveva detto che non c’era bisogno di nuovi impianti ma la realtà ha dimostrato il contrario. Gli impianti servono ma di dimensioni contenute, adatte alle realtà locali”, ha concluso Ghera. Opinioni condivise da Massimiliano Maselli, il quale ha dichiarato che “la Giunta Zingaretti ha nascosto la testa sotto la sabbia e il Sindaco Gualtieri è dovuto ricorrere al Governo nazionale per avere poteri e derogare al Piano regionale. Su questa proposta di legge c’è molta confusione fra i sindaci e totale assenza di comunicazione, una forte preoccupazione sugli organi direttivi e sui poteri dei sindaci. Daremo battaglia sulla tariffa puntuale”, ha concluso Maselli. Infine, Laura Corrotti ha sintetizzato così tutte le critiche mosse alla Giunta: “Il Piano rifiuti è stato bocciato dal Sindaco di Roma con la scelta del termovalorizzatore. Ora si deve riaprire il dibattito sul Piano perché in nove anni Zingaretti non ha fatto nulla. Nel Lazio non sappiamo come chiudere il ciclo dei rifiuti, ma discutiamo su come amministrare gli ambiti territoriali, segno evidente di un risultato fallimentare”.

Articolo precedenteEmergenza idrica: 2022, tempesta perfetta con siccità e calore
Articolo successivoGreen Communities: 129 milioni di euro per le aggregazioni tra Comuni

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui