AssoESCo a Key Energy 2021 per rilanciare l’efficienza energetica nell’industria

Il Presidente di AssoESCo Cossarini: “Dobbiamo lavorare per un sistema di incentivi che sia un valido sostegno per scelte di investimento virtuose e basate su principi di sana economia. Nessuna preclusione verso strumenti complementari che rafforzino i meccanismi di incentivazione vigenti, nell’attesa è urgente ripristinare le funzionalità dei Certificati Bianchi”

Efficienza energetica
via depositphotos.com

Si è svolto martedì 26 ottobre il convegno “Disponiamo di meccanismi incentivanti adeguati per raggiungere gli obiettivi di efficienza energetica al 2030? Analisi e proposte”, organizzato da AssoESCo, l’Associazione di riferimento delle aziende italiane che promuovono, progettano, realizzano e facilitano gli interventi di efficienza energetica, nell’ambito dell’edizione 2021 di Key Energy.

Nel proprio intervento introduttivo il Presidente di AssoESCo Vittorio Cossarini, rinnovato nella carica per il prossimo biennio dall’Assemblea degli Associati lo scorso 5 ottobre, ha annunciato la nomina completa del Direttivo di AssoESCo. I membri del nuovo Direttivo sono: Giacomo Cantarella (EPQ), Giuseppe Caruso (Solgen), Mauro Ciccarelli (SEA), Luca Dal Fabbro (Renovit), Giorgia Farella (EYE), Simona Ferrari (Engie Servizi), Elena Fumagalli (Edison), Fabio Grosso (ENEL X), Roberto Olivieri (Tera Srl), Leonardo Santi (E.ON Italia) e Andrea Tomaselli (E.ON Italia).

A seguire Tommaso Barbetti, Founding partner di elemens, società di consulenza strategica specializzata nei mercati energetici, ha presentato i risultati principali della ricerca commissionata da AssoESCo per fotografare lo stato dell’arte delle misure che incentivano gli interventi di efficientamento energetico nei settori Residenziale, Industriale, Trasporti e Terziario.

Dalla ricerca emerge in particolare come le performance del settore industriale in termini di risparmio energetico non abbiano raggiunto gli obiettivi fissati per il 2020: un gap dovuto principalmente alle criticità relative al meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica che, dopo aver trainato gli interventi di efficientamento nell’industria, si è arrestato a causa di un progressivo calo dell’offerta. Tale situazione appare tanto più grave se calata nello scenario dello European Green Deal, che aumenterà l’ambizione dei target di decarbonizzazione del Pniec: per raggiungere un livello adeguato di riduzione delle emissioni occorrerà rivedere al rialzo tutti gli obiettivi di efficientamento energetico, inclusi quelli relativi al settore Industriale.

Il tema è stato ulteriormente approfondito nel corso della tavola rotonda che ha visto la partecipazione, per AssoESCo, di Simona Ferrari, e di Marta Bucci, Direttore Generale di Anigas, Livio De Santoli, Presidente del Coordinamento FREE, Dario Di Santo, Direttore di FIRE – Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia, Marco Baresi, Vicepresidente di Italcogen, Claudio Palmieri di Utilitalia e Andrea Zaghi, Direttore Generale di Elettricità Futura. Nel corso del dibattito, i partecipanti sono convenuti nell’evidenziare la necessità di un approccio sistemico e non di interesse al superamento degli attuali limiti del settore dell’efficienza energetica nell’industria: approccio che richiederà, nel prossimo futuro, un dialogo serrato con le istituzioni.

Il Presidente Cossarini ha tratto infine le conclusioni del confronto evidenziando come “gli obiettivi di efficientamento del sistema industriale sono al di sotto del potenziale, e questo ci sembra in conflitto con gli interessi del Paese e del sistema industriale stesso”. In considerazione della crescita prospettata nel periodo post-COVID, “l’unico modo per tenere assieme sviluppo e salvaguardia del clima è disaccoppiare la crescita dalle emissioni, e questo implica necessariamente, fra le altre cose, investire sul lato della domanda di energia, in efficienza energetica”.

Tale situazione rende particolarmente urgente un ripensamento degli incentivi all’efficienza energetica nell’industria, che correttamente utilizzati consentono di “indirizzare gli investimenti e facilitare le imprese a portarli avanti, quando i tempi di ritorno sono troppo lunghi”: al contrario, ha dichiarato il Presidente Cossarini “un combinato disposto di obiettivi sotto-dimensionati e sistema incentivante vischioso, fa procedere il percorso di efficienza del settore industriale con il freno a mano tirato, nonostante il sistema dei TEE, fino a che ha funzionato, abbia dimostrato di essere il meccanismo con il miglior rapporto costi-benefici (investimento per kWh risparmiato)”.

“Noi non siamo affezionati in modo acritico ad un sistema, siamo affezionati alla vera efficienza energetica misurata e a dei principi di sana economia che risultano presenti nell’attuale meccanismo dei TEE: i TEE coprono tutte le modalità di generare efficienza, misurano i risultati e ne proporzionano l’incentivo, spostano l’attenzione dall’asset alla gestione e alle performance nel tempo, creano coincidenza di interessi fra operatore e cliente e facilitano l’impegno delle Best Available Technologies”. L’obiettivo di lungo periodo, continua Cossarini, deve essere creare un percorso correttamente incentivato“è ragionevole far evolvere il sistema attuale, ma poiché i tempi di attesa potrebbero essere lunghi, nelle more chiediamo di ripristinare le funzionalità del sistema dei Certificati Bianchi”.

In chiusura del proprio intervento, Vittorio Cossarini ha annunciato che AssoESCo ha avviato un percorso di lavoro finalizzato all’elaborazione di proposte da condividere con le altre Associazioni del settore, per poi portarle all’attenzione delle Istituzioni.

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