Direttiva efficienza energetica, opportunità e non disastro: facciamo i conti

Coordinamento Free: “Questa netta opposizione del governo nei confronti della Direttiva Europea sull’efficienza energetica nell’edilizia non ha nessun senso”

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«L’efficienza energetica è un elemento di decarbonizzazione ma è anche importante per la sicurezza energetica, visto che riducendo la richiesta di energia si diminuisce la dipendenza dalle importazioni di fonti fossili. – afferma il presidente del Coordinamento FREE, Livio de Santoli – Se si è contrari all’efficienza energetica e alle sue modalità, non solo si nega l’importanza del processo di decarbonizzazione, ma si negano anche i tanti altri benefici collegati, evidenziati dal Censis nel recente rapporto “Ecobonus e Superbonus per la transizione energetica del Paese”. Inoltre, sono anni che anche il nostro Paese ha effettuato investimenti attraverso i meccanismi di detrazione fiscale, come l’Ecobonus e il Superbonus. Per quest’ultimo, ad esempio, il Censis stima a ottobre 2022 circa 115 miliardi di spesa attivata a fronte di 55 miliardi di investimenti, e 900 mila addetti attivati». 

«Questa netta opposizione del governo nei confronti della Direttiva Europea sull’efficienza energetica nell’edilizia non ha nessun senso, né dal punto di vista dell’efficacia dei finanziamenti pubblici, né sull’importanza dei risultati che porterebbero anche ad una diminuzione della bolletta energetica (stimata – in ottica di direttiva europea per il residenziale – in 10-12 miliardi di euro all’anno), sebbene si consideri importante introdurre delle esenzioni aggiuntive e delle flessibilità per tenere conto delle caratteristiche del nostro parco immobiliare. – prosegue Livio de Santoli – Piuttosto conviene attivarsi da subito per revisionare il pacchetto delle detrazioni fiscali in modo da renderlo più efficiente, in grado di favorire interventi più efficaci nel promuovere la decarbonizzazione, e fondato su un orizzonte traguardato al 2030, in modo da fornire alle imprese e agli altri rappresentanti della filiera la capacità di crescere e strutturarsi e guidare un nuovo rinascimento dell’edilizia. Sviluppando adeguati meccanismi finanziari per rendere l’efficienza energetica più attraente per l’intera filiera si può costruire una linea di sviluppo industriale nazionale, inserita in una strategia energetica pluriennale, con strumenti strutturali migliorati sulla base delle esperienze di questi anni. Il processo non può essere bloccato, ma invece rilanciato». 

«L’attuale struttura del Superbonus dovrebbe essere rivista proprio in funzione degli obiettivi posti dalla nuova Direttiva sull’efficienza energetica che fissa una road map precisa. E forse è proprio questo il fatto che dà fastidio: la programmazione. Cosa alla quale troppo spesso in Italia si è allergici», conclude Livio de Santoli

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