Festival dell’Economia di Trento: È tempo di economia rigenerativa

Nel corso del panel “Cambiare il modello di sviluppo per la transizione ecologica passando dalle parole ai fatti”, i due co-presidenti e il direttore scientifico Paolo Vineis raccontano come è nato il progetto della fondazione e pongono l’accento sul ruolo strategico del settore privato

economia rigenerativa
Foto di zhugher da Pixabay

La transizione ecologica non può essere una velleità, ma deve avere degli impatti. L’imperativo, condiviso da più parti, è decarbonizzare, e per questo serve passare all’energia rinnovabile, cambiare il modo di coltivare e di fare industria, ma nel farlo è necessario prevenire ulteriori crisi ambientali, sociali ed economiche. Bisogna passare rapidamente a un nuovo modello socioeconomico rigenerativo e circolare in grado, oltre a riutilizzare le risorse e non produrre residui, anche di rigenerare la biosfera perseguendo il benessere dell’uomo. Il paradigma passato e presente estrattivo e lineare, che continua a esaurire le risorse naturali e produrre residui che si accumulano nell’ambiente con effetti devastanti sul cambiamento climatico, sull’inquinamento della biosfera, sulla perdita di biodiversità e sulla salute, è infatti strutturalmente insostenibile e superato.”   

Così Andrea Illy, Presidente illycaffè e co-chair della Regenerative Society Foundation, racconta la nascita della fondazione – creata nel2020 da un gruppo di imprenditori italiani e organizzazioni internazionali come UN SDSN, il sistema B Corp e la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – di cui è co-presidente insieme all’economista Jeffrey D. Sachs, Presidente del Sustainable Development Solutions Network delle Nazioni Unite. 

L’aspirazione della Regenerative Society Foundation – spiegano Illy e Sachs – è che tutte le attività economiche possano essere organizzate in modo da avere un impatto ambientale e sociale positivo e, a questo scopo, la fondazione si propone di mettere le esperienze virtuose delle aziende fondatrici a disposizione di altre imprese, per aiutarle ad aumentare il loro impatto rigenerativo. Solo le imprese, con i loro investimenti, conoscenze, ricerca, innovazione, sono collettivamente in grado di avere la massa critica necessaria per innescare e accelerare il cambiamento. Il modello rigenerativo è un importante fattore di creazione di valore economico per le aziende di tutti i settori, che possono così diminuire i propri rischi operativi, acquisire un vantaggio reputazionale, ridurre i costi, aumentare le proprie quote di mercato e diminuire il costo del denaro. In particolare, la fondazione intende supportare le organizzazioni tramite lo scambio di conoscenza, lanalisi dellimpatto dei progetti, la condivisione di investimenti in ricerca precompetitiva e piattaforme di big data, la promozione di partnership pubblico-private e lassistenza nei progetti rigenerativi. “La Regenerative Society Foundation spiega Illy “rappresenta un punto di riferimento di esperienze e competenze che fino a oggi è mancato”. 

“Cinquant’anni fa, gli imprenditori italiani del Club of Rome hanno dato una scossa al mondo intero con il loro rivoluzionario trattato Limits to Growth. Questa avanguardia di pensiero e d’azione continua oggi, con il lancio della Regenerative Society Foundation, un richiamo potente a pratiche di business più olistiche, etiche e sostenibili, nell’intento di aiutare il mondo a raggiungere gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile e quelli stabiliti nell’Accordo di Parigi” ha aggiunto Jeffrey Sachs, co-chair della fondazione. “Il percorso di 50 anni da Limits to Growth alla Regenerative Society Foundation mostra quanto siamo progrediti nella comprensione delle sfide più critiche per l’umanità, ma anche quanta strada abbiamo ancora da fare per vincerle. La Regenerative Society Foundation è una potente iniziativa governata da leader del mondo imprenditoriale italiano, seriamente impegnati in un’autentica trasformazione. Il concetto di rigenerazione trae origine e ispirazione dalla natura stessa, creando un’economia più circolare che elimini residui e inquinamento grazie al riciclo, al riutilizzo e alla rigenerazione delle risorse naturali”. 

La fondazione adotta un approccio etico e sistemico, basato sul concetto di “one health” e che fa leva sulla conoscenza scientifica. Persone sane e felici, consapevoli che il loro benessere dipende principalmente dagli ecosistemi in cui vivono, saranno più orientate a ridurre il loro impatto ecologico attraverso la circolarità. La circolarità, a sua volta – in un circolo virtuoso – ridurrà il consumo di risorse naturali e produrrà meno residui, favorendo la rigenerazione spontanea della biosfera e aumentando così la biodiversità e lo stock di carbonio, che sono fondamentali per salvaguardare le condizioni per la vita sulla Terra.

“Le interazioni e interdipendenze tra tutti i fattori di un sistema rigenerativo creano un livello di complessità straordinario che, contrariamente all’approccio riduzionista generalmente applicato, richiede una visione sistemica” ha aggiunto Paolo Vineis, Direttore Scientifico della Regenerative Society Foundation e professore ordinario di Epidemiologia Ambientale presso l’Imperial College di Londra. La fondazione è governata dalle imprese e indirizzata dalla scienza: il nostro comitato scientifico, interdisciplinare e internazionale, sviluppa il framework teorico di una società rigenerativa e racchiude competenze di epidemiologia ambientale, botanica, scienza del suolo, biologia molecolare, climatologia, architettura e urbanismo, economia, data science, bioetica, nutrizione, sociologia e, in previsione, oceanografia e quanto si renderà necessario.”  

Articolo precedenteNuova identità di marchio per EDP ed EDPR, in linea con l’impegno per la transizione energetica
Articolo successivoPutin “riabilita” Maduro: dagli USA l’ok a riprendere l’export di petrolio dal Venezuela

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui