Prosecco sostenibile per Collis Veneto Wine Group

Adottando gli standard più avanzati di Equalitas, il modello individua un percorso che coinvolge l’intero processo produttivo, iniziando dalla vigna e passando per il rispetto della giustizia sociale e della equità economica.

prosecco sostenibile
Foto di Nicole_80 da Pixabay

La collaborazione con il mondo della ricerca prepara il prosecco sostenibile

Il gruppo Collis aderisce al progetto PRO.S.E.C.CO del Consorzio Prosecco Doc, un’iniziativa che ha l’obiettivo di giungere alla sostenibilità della denominazione attraverso un modello di gestione studiato in collaborazione con Università e centri di ricerca. Un progetto che consentirà di raccogliere dati omogenei ed elaborarli, introducendo buone pratiche in vigna e in cantina capaci di incrementare la sostenibilità della denominazione.

Rispetto all’obiettivo che si è dato il Consorzio di coinvolgere nel progetto il 60% della superficie di vigneti coltivati a Glera, il gruppo Collis contribuisce in maniera rilevante con la superficie dei propri soci destinata alla produzione di Prosecco.

Non si tratta solo di razionalizzare e ottimizzare le risorse utilizzate in campagna, non solo quindi sostenibilità ambientale ma transizione verso un nuovo modello di sviluppo che affronti questa sfida nelle tre declinazioni, ambientale, sociale ed economica. Adottando gli standard più avanzati di Equalitas, il modello individua un percorso che coinvolge l’intero processo produttivo, iniziando dalla vigna e passando per il rispetto della giustizia sociale e della equità economica.

Alla base del progetto un quaderno di campagna digitale che i soci utilizzeranno con il supporto dello staff agronomico di Collis, un’interfaccia che dialogherà con un software specifico gestito dal Consorzio del Prosecco Doc in cui confluiranno tutti i dati che saranno letti e restituiti nella giusta modalità per redigere il bilancio di sostenibilità.

L’adesione a PRO.S.E.C.CO è un’ulteriore testimonianza dell’impegno del gruppo Collis per la sostenibilità, già assunto con l’adozione dei Protocolli di Difesa Integrata che riducono in maniera sensibile l’uso della chimica in agricoltura e che hanno portato il gruppo alla certificazione SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata) e Biologica.

Con l’adesione al Protocollo RRR – Riduci, Risparmia, Rispetta – del Consorzio di Tutela della Valpolicella e la collaborazione con progetti di ricerca dell’Università di Padova, dell’Università Cattolica di Piacenza, della Fondazione Mach e del CREA, si è ottenuto poi un netto miglioramento delle tecniche agronomiche seguendo anche la difesa integrata e l’ottimizzazione delle risorse idriche in vigna.

1 commento

  1. Premesso che la certificazione SQNPI non vieta l’utilizzo di pesticidi di sintesi, quindi è una certificazione di bassissimo valore, nel territorio del Prosecco solo il 3% è coltivato biologico e l’aria spesso irrespirabile provoca eruzioni cutanee e mal di gola.
    Tante belle parole, ma finché è comodo impiegare veleni per combattere i parassiti e i clienti continuano ad acquistare il vino nonostante presenti residui di fitofarmaci, a questi produttori converrà continuare come sempre, magari facendosi belli dietro certificazioni SQNPI e progetti PROSECCO… invece di inventarsi tutte queste cose, fate biologico! Troppo difficile??

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