Ex Ilva, un futuro per la produzione di acciaio

Quelli di Genova e Novi Ligure sono siti produttivi che, al pari di Taranto, hanno ampi margini di sviluppo per l’intera industria

Foto di cocoparisienne da Pixabay

Toti e Benveduti: ora avanti con investimenti

Genova. “Il Consiglio di Stato dice no alla chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto. Ora avanti con gli investimenti per dare un futuro all’acciaio italiano. Da Taranto a Genova fino a Novi Ligure”.

Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, dopo la sentenza del Consiglio di Stato sull’area a caldo dello stabilimento di Taranto dell’ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia.

“Siamo contenti della decisione del Consiglio di Stato, che finalmente – afferma l’assessore allo Sviluppo Economico Andrea Benveduti – sancisce il diritto nazionale di perseguire una produzione strategica di acciaio in Italia.

Siamo confidenti che da qui riparta il rilancio del settore, in favore di stabilimenti sempre più efficienti e meno impattanti, che garantiscano lavoro e sviluppo.

Quelli di Genova e Novi Ligure sono siti produttivi che, al pari di Taranto, hanno ampi margini di sviluppo per l’intera industria.

Dopo tanti anni di ambiguità, è ciò che i lavoratori si meritano”. In merito alle proteste dei lavoratori, l’assessore Benveduti aggiunge: “Ci dispiace che questi giorni di sciopero abbiano creato ulteriori problemi al traffico di una città, come Genova, già vessata da problemi infrastrutturali e logistici dovuti ai cantieri sulla rete autostradale.

Ci rendiamo conto tuttavia che la decisione, inspiegabile e inspiegata, di ricorrere alla cassa integrazione per quasi mille dipendenti genovesi meriti appropriate motivazioni, rischiando altrimenti di essere inaccettabile per i lavoratori coinvolti”.

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