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Riforma ETS: l’Italia spinge per una sospensione

La premier Meloni, nel corso delle comunicazioni al Parlamento in vista del Consiglio Europeo: “L’ETS necessita di una revisione”. Il governo mira a una proroga delle quote gratuite per i settori energivori del Made in Italy e a misure contro la speculazione.

Riforma ETS: l’Italia spinge per una sospensione
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Riforma ETS: la posizione di Giorgia Meloni al Consiglio Europeo

A soli otto giorni dal prossimo Consiglio europeo dedicato al rafforzamento della competitività europea e agli effetti di conflitti vecchi e nuovi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta in Parlamento per riferire la linea del governo sulle principali questioni in agenda. Ovviamente la crisi in Medio Oriente la fa da padrona, ma un capitolo è espressamente dedicato alla riforma dell’ETS, il sistema di scambio di quote di emissione.

Per la premier “si tratta di un sistema che necessita di una revisione per correggere una serie di meccanismi che oggi, in un numero significativo di Stati membri, Italia inclusa, gonfiano artificialmente il prezzo dell’elettricità, con punte che per la nostra nazione toccano i 30 euro per MWh, un quarto dell’intero costo dell’elettricità”.

“Con lo scoppio della crisi in Medio Oriente il tema dei prezzi dell’energia ha evidentemente assunto ancora maggiore rilevanza. È per questo che a livello europeo stiamo chiedendo, in attesa della revisione annunciata per la seconda metà di quest’anno, di sospendere urgentemente l’applicazione dell’ETS alla produzione di elettricità da fonti termiche, cioè dal termoelettrico”, ha continuato Meloni. “Si tratta di un provvedimento che serve subito e almeno fino a quando i prezzi globali delle fonti energetiche fossili non torneranno sui livelli precedenti alla crisi in Medio Oriente”.

Stop all’ETS per il termoelettrico: la richiesta dell’Italia all’UE

La posizione governativa sulla questione non è certo un mistero. Sulle “responsabilità dell’ETS” in bolletta si erano scagliati nei giorni passati anche il ministro dell’Ambiente Pichetto e quello delle Imprese Urso, preannunciando l’intenzione di chiedere a Bruxelles una temporanea sospensione. Sospensione che di fatto l’Italia ha parzialmente attuato prevedendo, nel recente decreto bollette, il rimborso di una parte dei costi della CO2 ai produttori termoelettrici.

Ma perché ora tutta questa attenzione a uno degli strumenti storici della politica climatica comunitaria?

Il tema è tornato al centro della discussione non solo a causa dello spettro di una nuova crisi energetica. Quest’anno infatti è previsto un aggiornamento del sistema per gli impianti marittimi, aerei e fissi, così come della pertinente riserva stabilizzatrice del mercato. Nel dettaglio, nel terzo trimestre di quest’anno il tetto massimo dell’ETS, ossia il totale di emissioni consentite durante una fase di scambio, sarà ridotto a 27 milioni di quote.

Prezzo quote emissioni 2026: previsioni e impatto in bolletta

Questi rimaneggiamenti con molta probabilità faranno alzare il prezzo delle quote emissive. Nei primi undici mesi del 2025, il contratto EUA di riferimento ha registrato una media di 73,5 euro a tonnellata, per poi alzarsi progressivamente fino a un picco di oltre 92 euro a gennaio 2026. E sebbene oggi le quote siano tornate a muoversi intorno ai 70 euro, gli analisti prevedono per quest’anno un inasprimento oltre i 100 euro.

Ben inteso: i rincari sono sempre stati funzionali alla politica climatica comunitaria. L’idea di base del mercato del carbonio è rendere le emissioni climalteranti un costo aziendale reale, rendendo progressivamente l’uso dei combustibili fossili sempre più insostenibile dal punto di vista economico.

Oggi però, in Italia e non solo, sono diventati uno dei capri espiatori quando si parla di caro bollette. Un discorso in parte valido, dal momento che i costi ETS vengono scaricati dai produttori termoelettrici in parte sul prezzo finale dell’elettricità. Quanto pesano in fattura? Si stima circa un 15-20%. Va da sé che la questione è più complessa di quanto appaia e una riduzione o sospensione del sistema non si tradurrebbe immediatamente in risparmi in bolletta.

“La nostra aspettativa è che l’Unione europea ci consenta di correggere rapidamente e in maniera strutturale questo meccanismo controproducente”, ha sottolineato Meloni. “Sempre in tema di ETS chiediamo che vengano affrontate altre due questioni fondamentali: la proroga delle quote gratuite per le industrie energivore, che comprendono alcuni dei settori chiave del Made in Italy – siderurgia, cartiere, lavorazione del vetro e ceramica – e la riduzione della volatilità del prezzo delle quote ETS attraverso l’introduzione di un cap oppure escludendo […] gli attori non industriali, così da limitare ogni speculazione finanziaria su questo strumento”.

Riforma ETS, le opzioni della Commissione Europea

Dal canto suo la Commissione europea starebbe ancora cercando di capire come trattare i permessi di CO2 gratuiti dell’ETS. Secondo un documento visto da Reuters in anteprima, sul tavolo vi sarebbero due opzioni: eliminare completamente i permessi gratuiti di emissione di CO2 e obbligare invece le industrie ad acquistare e cedere permessi solo per una quota limitata delle loro emissioni, con tale quota in graduale aumento fino al 2034; oppure condizionare l’emissione di permessi gratuiti agli investimenti delle industrie a basse emissioni di carbonio.

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About Author / Stefania Del Bianco

Giornalista scientifica. Da sempre appassionata di hi-tech e innovazione energetica, ha iniziato a collaborare alla testata fin dalle prime fasi progettuali, profilando le aziende di settore. Nel 2008 è entrata a far parte del team di redattori e nel 2011 è diventata coordinatrice di redazione. Negli anni ha curato anche la comunicazione e l'ufficio stampa di Rinnovabili, le rassegne regionali e le newsletter tecniche. Oggi, tra le altre cose, si occupa della copertura quotidiana delle novità normative sulle fonti rinnovabili, delle politiche energetiche nazionali, europee ed asiatiche, e dei grandi temi connessi all'innovazione e al mercato. Segue da vicino i brevetti e le ricerche scientifiche sulle tecnologie, con un focus su sistemi di accumulo, fotovoltaico, eolico e geotermia. Ha pubblicato articoli legati all'hi-tech e alle rinnovabili su Repubblica.it. Dal 2025 è Vice Direttrice della testata.