Dal MIT l’aereo ibrido-elettrico che cattura il suo inquinamento

Grazie ad un nuovo design e ad un sistema di controllo delle emissioni, il progetto americano potrebbe ridurre gli ossidi di azoto del 95%

aereo ibrido-elettrico
Foto di Dominic Wunderlich da Pixabay

Il nuovo design dell’areo ibrido-elettrico sfrutta le tecnologie antismog dei camion

(Rinnovabili.it) – E se gli aeroplani fossero in grado di catturare gli inquinati che producono, evitandone il rilascio in atmosfera? Su questo concept sta lavorando oggi un gruppo di ricercatori del MIT, con il progetto di un innovativo aereo ibrido-elettrico. Un mezzo, sostengono gli scienziati, che potrebbe catturare fino al 96% degli ossidi di azoto emessi dal suo motore termico. A quota di crociera, infatti, i velivoli emettono un flusso costante di questi composti, dagli ormai noti effetti collaterali. Gli ossidi di azoto (o NOx) hanno la capacità di aggravare le condizioni di chi soffre di asma, malattie respiratorie croniche o patologie cardiache. Non solo. Alcuni di questi ossidi in presenza di radiazione solare possono reagire con l’ossigeno formando ozono e particolato fine.

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Il nuovo concept si ispira ai sistemi di controllo delle emissioni utilizzati nei veicoli pesanti su strada. Molti camion diesel oggi ospitano centraline di controllo postcombustione per ridurre gli inquinanti generati dai motori. Il team del MIT ha riproposto un design simile ma con un tocco “elettrico”.

Il concept del MIT

Gli attuali aeroplani sono azionati da motori a reazione ancorati sotto ogni ala. Questi elementi ospitano una turbina a gas che mette in moto un’elica, lasciano fluire dal retro i gas di scarico. A causa di tale configurazione, non è mai stato possibile utilizzare dispositivi di controllo delle emissioni, poiché interferirebbero con la spinta prodotta dai motori.

Nel nuovo design di aereo ibrido-elettrico, o “turbo-elettrico”, la propulsione sarebbe ancora legata a turbina a gas convenzionale, ma verrebbe integrata nella stiva dell’aereo. Piuttosto che alimentare direttamente le eliche, la turbina azionerebbe un generatore elettrico, anch’esso nella stiva. L’energia elettrica così prodotta metterebbe in moto le eliche.

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Questa configurazione alternativa, spiega il gruppo, permette di integrare senza problemi un sistema di controllo finalizzato a pulire le emissioni prima di espellerle nell’atmosfera. “Si tratta per ora di una grande sfida ingegneristica, ma non ci sono limiti fisici fondamentali”, afferma Steven Barrett, professore di aeronautica e astronautica al MIT. “Se vogliamo un’aviazione a zero emissioni, questo è uno dei modi per per risolvere la sua parte d’inquinamento atmosferico”. I dettagli del progetto, comprese le analisi del potenziale costo del carburante e degli impatti sulla salute, sono stati pubblicati sulla rivista Energy and Environmental Science.

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