Decarbonizzazione delle navi, l’Europarlamento chiede target più alti e H2 verde obbligatorio

In plenaria a Strasburgo approvata la posizione del parlamento europeo sulla iniziativa FuelEu Maritime, parte del pacchetto Fit for 55

Decarbonizzazione delle navi: Strasburgo vuole il 2% di idrogeno verde nel 2030
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Cade l’approccio neutrale al tipo di combustibile low-carbon scelto dalla Commissione per la decarbonizzazione delle navi

(Rinnovabili.it) – Il settore dello shipping europeo fa (cauti) passi avanti verso la decarbonizzazione delle navi. Ma con troppa poca ambizione e per alcuni aspetti andando nella direzione sbagliata. Il 19 ottobre il parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza (451 sì, 137 no e 54 astenuti) la sua posizione sulla FuelEU Maritime, l’iniziativa presentata dalla Commissione come parte del pacchetto legislativo Fit for 55.

Nel provvedimento, che fissa un limite massimo per l’intensità di carbonio, Strasburgo ha aggiunto l’obbligo, per gli armatori, di usare almeno il 2% di idrogeno verde come combustibile entro il 2030, laddove l’esecutivo europeo manteneva un approccio neutrale rispetto al tipo di carburante low-carbon prescelto.

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“Il mandato per i carburanti verdi per il trasporto marittimo darà il via alla produzione di carburanti a base di idrogeno, garantendo la sicurezza degli investimenti per i produttori di carburante. Ma il 2% non sarà sufficiente se vogliamo rispettare gli 1,5 gradi. L’UE deve partire da questo risultato e andare più in là”, sostiene Delphine Gozillon di Transport & Environment. L’ong propone, come target più ambizioso ma sempre realistico, un 6% di e-fuel al 2035.

Alzati anche i target intermedi e finali per la riduzione dell’intensità di carbonio. Per il parlamento europeo, la decarbonizzazione delle navi deve passare da una flessione della CO2 prodotta per unità di energia sui valori 2020 del 2% già nel 2025 (obiettivo assente nella proposta della Commissione), del 20% nel 2035 (contro il precedente 13%) e dell’80% entro metà secolo (era il 75%).

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Un obiettivo ultimo, quello al 2050, che ha attirato molte critiche perché poco ambizioso. I Verdi avevano provato a emendare il testo per portare il target al 100% ma l’assemblea ha votato contro rendendo l’azione per la decarbonizzazione delle navi “non compatibile con gli obiettivi climatici dell’UE”, secondo lo shadow rapporteur Jutta Paulus.

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