Ecco Oceanus, la prima nave da ricerca autonoma a lungo raggio

L’imbarcazione senza equipaggio sarà guidata da un programma di intelligenza artificiale in un viaggio attraverso l’Oceano Atlantico. Obiettivo? Raccogliere dati nel campo del cambiamento climatico, della biodiversità, della pesca e della biogeochimica.

nave da ricerca autonoma
Credits: Plymouth Marine Laboratory

La nave da ricerca autonoma viaggerà dal Regno Unito alle Falkland

(Rinnovabili.it) – Inaugurare una nuova era per l’oceanografia a zero emissioni e la ricerca marina avanzata. Con questo obiettivo nasce Oceanus, la prima nave scientifica autonoma a lungo raggio

L’imbarcazione è stata commissionata dal Plymouth Marine Laboratory, nel Regno Unito, allo sviluppatore di veicoli subacquei M Subs, ispirandosi al successo della Mayflower Autonomous Ship di IBM (anch’essa progettata e costruita da M Subs). Secondo i documenti rilasciati in questi giorni dal Laboratorio, l’Oceanus misurerà 23,5 metri di lunghezza per 3,5 metri di larghezza e sarà azionata da due motori elettrici alimentati a batteria. A sua volta il dispositivo d’accumulo sarà caricato da un generatore diesel e dai moduli fotovoltaici integrati nel ponte dell’imbarcazione.

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Progettata principalmente per effettuare un viaggio di campionamento transatlantico dal Regno Unito alle Falkland, la nave da ricerca autonoma avrà a bordo una serie di sensori di monitoraggio per la raccolta dei dati oceanografici, insieme a telecamere, un sonar multi-raggio e un sistema di rilevamento della profondità. Un sofisticato programma di intelligenza artificiale aiuterà il mezzo a individuare la rotta migliore verso la posizione target, con input in tempo reale dalle previsioni meteo e da altri feed di dati marini.

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“E’ un’impresa estremamente eccitante, con la capacità di rivoluzionare il modo in cui conduciamo le spedizioni di ricerca marina e supportare la spinta verso le zero emissioni”, spiega Icarus Allen, amministratore delegato del Plymouth Marine Laboratory. “L’Oceanus sfrutterà la più recente tecnologia di intelligenza artificiale, consentendoci di spingere le frontiere della scienza marina e aprire nuove opportunità nel modo in cui monitoriamo l’ambiente oceanico. Non molto tempo fa questa sarebbe stata roba da fantascienza, ma attraverso la progettazione e lo sviluppo dell’Oceanus stiamo davvero aprendo il futuro della ricerca oceanica”.

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