Nissan Leaf, la parola al produttore

Quanto è importante per Nissan l’opzione elettrica? «Il futuro è elettrico. Oggi le Case sono impegnate su due fronti: riduzione dei consumi e quindi delle emissioni inquinanti ad essi associate e riciclabilità dei componenti dell’auto. In particolare, sul primo versante le vetture ibride e le elettriche sono al momento la soluzione su cui i maggiori […]

1d49e52Quanto è importante per Nissan l’opzione elettrica?

«Il futuro è elettrico. Oggi le Case sono impegnate su due fronti: riduzione dei consumi e quindi delle emissioni inquinanti ad essi associate e riciclabilità dei componenti dell’auto. In particolare, sul primo versante le vetture ibride e le elettriche sono al momento la soluzione su cui i maggiori costruttori stanno investendo. Se penso ai nostri veicoli elettrici, i risultati già oggi raggiunti sono eccellenti: un prodotto come la Leaf consente una riduzione delle emissioni di CO2  “dal Pozzo alla ruota” di oltre il 70% ed è riciclabile al 99%.

 

Oggi l’elettrico non è per tutti ma già esistono specifiche aree in cui può essere considerato una reale alternativa alla mobilità tradizionale.  Per i privati, ci rivolgiamo a chi percorre meno di cento chilometri al giorno (dai nostri studi più del 80% della popolazione)ed ha la possibilità di ricoverare la vettura in un garage privato dotato di una normale presa di corrente o accedere alle sempre più numerose colonnine di ricarica su suolo pubblico. Nel caso delle aziende, abbiamo due esempi concreti: DHL con il nostro e-NV200 e Radiotaxi 3570 di Roma con le Leaf. In entrambi i casi, queste aziende hanno testato i nostri veicoli e confermato i concreti  benefici economici ottenuti nel passare all’elettrico. E’ chiaro che con un maggiore sviluppo delle infrastrutture di ricarica una più ampia fetta di mercato troverebbe vantaggioso adottare l’elettrico. Infine, le auto elettriche possono rivestire un ruolo predominante all’interno delle “Smart Cities,” come accumulatori mobili in grado di immagazzinare energia quando conviene e anche di restituirla conferendola in rete o direttamente all’abitazione quando c’è un picco di richiesta o quando l’energia costa di più. L’auto da mezzo di trasporto si trasforma così in vettore energetico e accumulatore in grado di stabilizzare i flussi di rete e fornire risposte alla ricerca sulla generazione distribuita.

 

A questo scopo, al Salone di Ginevra è stato siglato l’accordo tra Nissan ed Endesa (sussidiaria di Enel), che preparerà la strada a un sistema Vehicle-to-Grid (V2G) per il mercato di massa. V2G comprende un caricatore bidirezionale e un sistema di gestione compatibile con la generazione di energia rinnovabile tramite impianti esterni alla rete, quali pannelli solari e turbine eoliche. Avvalendosi di questi strumenti, gli automobilisti potranno collegare e ricaricare Nissan LEAF o e-NV200 nelle fasce orarie in cui il costo e la domanda di energia sono al minimo, con la possibilità da un lato di sfruttare l’elettricità immagazzinata in qualsiasi momento, dall’altro di reimmetterla nella rete, sia per ricaricare i veicoli che per alimentare case, uffici o la rete stessa, con un ulteriore e congruo risparmio economico».

 

E’ possibile considerarla un’alternativa concreta alla mobilità a base fossile nel medio periodo?

«Certamente sì. Grazie all’ampliamento delle infrastrutture per la ricarica e agli studi per aumentare l’autonomia delle batterie, sempre più persone scelgono di passare alla mobilità elettrica per i risparmi economici e ambientali, come dimostra l’altissimo tasso di soddisfazione di chi guida la Leaf: il 96% dei possessori è pronto a raccomandarne l’acquisto a parenti e amici. Non si tratta soltanto di privati, bensì anche di aziende piccole o grandi che attraverso l’acquisto di intere flotte di veicoli Nissan 100% elettrici, Leaf e-NV200 appunto, hanno deciso di investire sulle zero emissioni, con un risparmio economico consistente, tra ZTL e parcheggi gratuiti, esenzione del bollo auto, a cui si aggiunge un ulteriore vantaggio: per una ricarica si spendono in media circa 3 euro. Molteplici i fattori di sostegno della mobilità elettrica, tra cui l’impatto ambientale nel ciclo completo pressoché a zero, con la possibilità di incentivare anche l’uso delle fonti rinnovabili per agire sulla riduzione delle emissioni nel processo di produzione energetica. La mobilità elettrica può fornire molte risposte sul fronte della riduzione emissioni di CO2 e acustiche, efficienza dei consumi e accesso in zone a traffico limitato. Inoltre, nella vita del veicolo zero per cento di cambio olio, e quasi 100% di riciclabilità delle parti».

 

Quali potrebbero essere per Nissan le modalità per sostenere ed aumentare la richiesta di modelli elettrici? Cosa si può chiedere alla politica in tal senso?

«Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha adottato formalmente lo scorso luglio la nuova direttiva europea agli impegni comuni per diffondere le infrastrutture di ricarica elettrica insieme ai carburanti alternativi alla benzina e al gasolio. La direttiva prevede che ogni Stato membro fissi i propri target di sviluppo delle infrastrutture e presenti un piano ad hoc entro la fine del 2016. La direttiva prevede un numero minimo di punti di ricarica per i veicoli elettrici e di stazioni di rifornimento per quelli a gas naturale, metano e idrogeno, che dovranno tutti utilizzare standard comunitari. Questa presa di coscienza ci fa ben sperare non solo per garantire un buon futuro alla mobilità elettrica, nel segno della tutela ambientale, ma per dare anche un robusto impulso alla ripresa della filiera produttiva dell’auto e dell’indotto. Ci sono opportunità di crescita non solo per i costruttori ma anche per gli investitori in infrastrutture di ricarica, che possono legare i punti di ricarica alle proprie iniziative di green marketing e creare partnership con gli amministratori locali. In questo scenario bisogna citare anche le potenzialità offerte dalle strutture di ricarica nei garage e nei parcheggi, in un contesto di pianificazione delle mobilità elettrica su larga scala».

 

Come giudicate la risposta del mercato alla proposta dei veicoli elettrici? Rispetta le vostre attese?

«Nissan Leaf è il veicolo 100% elettrico più venduto al mondo, con oltre 170.000 unità immatricolate dal 2010, con oltre 17.000 unità vendute in tutta Europa dall’anno del lancio e una quota di mercato del 25% nel segmento EV in Europa e di oltre il 33% in Italia. A oggi, i proprietari di Leaf hanno percorso, in totale, più di un miliardo di chilometri a energia 100% elettrica. Il mercato elettrico in Italia è indubbiamente meno ricettivo e propenso al cambiamento rispetto al resto d’Europa. Tuttavia, il trend di vendita di vetture elettriche è nettamente in crescita: nel 2014 la quota di vetture elettriche immatricolate come trasporto persone, quindi le sole “passenger car”, è cresciuto del 21% sull’anno precedente, con 1.105 unità contro le 914 del 2013, Ci rende molto orgogliosi il fatto che Leaf, vettura 100% elettrica, è la più venduta in Italia ed in Europa, attestandosi a una quota di mercato del 31% circa per il 2014. Leader del mercato anche nei primi mesi del 2015 nonostante la presenza di competitor validi, abbiamo l’obiettivo di chiudere in testa con Leaf la classifica delle vetture elettriche più vendute anche nel 2015. Quello della mobilità elettrica è un tema di attualità che sta diventando sempre più importante anche a livello politico; è notizia recente, infatti, l’inaugurazione della prima colonnina “multistandard” di ricarica rapida d’Italia, a Pomezia, vicino Roma, sulla via Pontina. Il mese scorso, inoltre, è stata presentato un disegno di legge per favorire l’acquisto dei veicoli elettrici, attraverso agevolazioni come l’abbattimento dell’IVA, la detrazione delle imposte sull’acquisto, la riduzione del credito d’imposta, ma anche finanziamenti per la realizzazione di infrastrutture per la ricarica veloce. Siamo ancora lontani da una diffusione capillare di infrastrutture per la ricarica, ma qualcosa si sta muovendo nella direzione giusta per cercare di favorire la diffusione delle vetture elettriche. Eravamo consapevoli fin da subito che quello nella mobilità elettrica sarebbe stato un investimento a lungo termine, ma crediamo fortemente nella mobilità a zero emissioni, tanto che lo scorso anno abbiamo lanciato un veicolo commerciale 100% elettrico, l’e-NV200, così da rivolgerci non solo al mercato Private, ma anche al segmento B2B, completando la nostra gamma di Veicoli Zero Emission».

 

A quale profilo di utente si rivolge la Leaf?

«E’ l’auto perfetta per il cliente che effettua spostamenti non superiori ai 120 chilometri al giorno, limite peraltro ampiamente al di sopra della media giornaliera italiana, che ha la possibilità di ricaricare l’auto presso un box, un garage condominiale o attraverso le colonnine pubbliche dislocate sul territorio; ovviamente il possesso di un’altra auto con la quale effettuare viaggi più lunghi all’interno del nucleo familiare costituisce un fattore abilitante alla scelta di veicolo elettrico. Leaf permette di usufruire di tutti i vantaggi propri di una vettura elettrica – costo dell’energia ridotto rispetto al carburante fossile, costi di manutenzione ben inferiori, esenzione del pagamento del bollo auto, ingresso gratuito in zone ZTL ecc. – , riducendo a zero le criticità, prima su tutte l’autonomia, dato che si userebbe per spostamenti quotidiani cittadini e non per lunghi viaggi. Inoltre, se una persona possiede un impianto di generazione di energia da fonti rinnovabili, per esempio fotovoltaico, la Leaf verrebbe ricaricata a costo zero, rendendo ancor più vantaggioso il rapporto tra costo dell’energia e costo del carburante. Inoltre, un recente studio indipendente condotto dagli esperti in antropologia di Stripe Partners rivela la tendenza delle famiglie a privilegiare il proprio veicolo elettrico rispetto alle alternative a combustione tradizionale. La ricerca, condotta tra gli automobilisti europei, rivela che la famiglia media percorre circa 3.870 km l’anno insieme: ma chi possiede un veicolo elettrico si sposta il 40% in più rispetto a chi guida un’auto a benzina o diesel, arrivando a 16.588 km totali  rispetto ai 11.539 degli utilizzatori di veicoli tradizionali».