Veicoli elettrici: -24% immatricolazioni a luglio, “colpa dei tagli agli incentivi”

Motus-E: la struttura attuale degli incentivi è “sicuramente inadeguata”, sostiene l’associazione per lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia commentando i dati delle immatricolazioni del mese scorso

Retrofit elettrico auto
via depositphotos.com

La quota di mercato dei veicoli elettrici cala quasi del 30% rispetto a luglio 2021

(Rinnovabili.it) – A luglio le immatricolazioni di veicoli elettrici in Italia è calata del 24,15% sullo stesso mese dell’anno scorso. I veicoli completamente elettrici BEV e le ibride plug in perdono quote di mercato, attestandosi rispettivamente al 3,3% e al 4,6% (lo scorso anno erano 4,6% e 5,7%). Un dato molto peggiore di quello del mercato dell’auto generale, che per la prima volta quest’anno chiude con un sostanziale pareggio (-0,8%).

Perché la flessione riguarda più gli EV che le auto con motore endotermico? Colpa soprattutto dei limiti agli incentivi imposti dal governo, sostiene Motus-E, l’associazione per lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia.

“Luglio 2022 è il primo mese in cui non assistiamo alle immatricolazioni dovute alle consegne delle BEV incentivate con ecobonus 2021 (che andavano immatricolate entro il 30 giugno 2022)”, rimarca l’associazione. Questo perché la struttura attuale degli incentivi “è sicuramente inadeguata”. Il problema nasce dalle limitazioni al canale privato imposta alle categorie 0-20 e 21-60 gCO2/km e dagli attuali limiti di prezzo. “Di fatto, stiamo perdendo almeno un 70% della domanda ipotetica di questi veicoli. La preoccupazione che gli incentivi finissero in un tempo troppo limitato ha portato i decisori ad introdurre dei vincoli eccessivi, che stanno invece frenando il mercato delle auto elettriche”, continua Motus-E.

Leggi anche Renault, Nissan e Mitsubishi insieme per investimenti nell’auto elettrica

Non è l’unico fattore, però: “a questo si aggiunge l’effetto della mancanza di prodotto, che è drammaticamente legata alla crisi di materie prime”. Tuttavia, questo fattore di portata globale colpisce soprattutto la vendita di veicoli elettrici in l’Italia. Perché? “Nei Paesi in cui le consegne erano già pianificate da tempo, pur avendo poca offerta, l’elettrico cresce: alla fine del primo semestre, nei sette Paesi europei di cui teniamo traccia, l’unico in cui la quota di mercato dei veicoli elettrici puri non cresce è l’Italia, in tutti gli altri la market share sale anche in maniera significativa (Germania: market share al 13,53%, dal 10,71% del 2021)”.

Articolo precedenteSACE BT e A.R.T.E. a supporto delle PMI italiane per il pagamento delle fatture per l’energia
Articolo successivoDa Summer School ENEA, 1° progetto di comunità energetica rinnovabile in una metropoli italiana

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui