Vola l’auto elettrica con la legge cinese sul riciclo delle batterie

La Cina ha rivisto la normativa sul riciclo delle batterie delle auto elettriche, facendo saltare un collo di bottiglia che frenava il boom del mercato

Vola l'auto elettrica con la legge cinese sul riciclo delle batterie

 

(Rinnovabili.it) – Per la prima volta, la Cina individua a livello legislativo i soggetti che dovranno occuparsi del riciclo delle batterie dell’auto elettrica. Una nuova versione della Electric Power Vehicle Battery Recycling Technology Policy, ha stabilito che toccherà ai produttori di automobili trasformarsi in «organismo responsabile» per il riciclo delle batterie al litio e al nichel-metallo idruro. Le batterie al piombo restano escluse.

La normativa risolve così un problema non da poco per il business degli accumulatori, che in Cina possiede un enorme potenziale. Con questa modifica, i legislatori puntano a fornire un miglior orientamento alle imprese che vogliono investire in questa nicchia di mercato in espansione. La speranza è che si formi un nuovo sistema che coinvolge, a monte e a valle, le aziende che operano nella produzione e recupero delle batterie.

 

I dati ufficiali mostrano che i possessori di auto elettriche in Cina hanno superato la soglia dei 120.000 nel 2014. Il governo riconosce questa «rapida crescita», e di conseguenza il potenziale di mercato per il riciclo delle batterie che giungono e sempre più giungeranno a fine vita. In termini di rifiuti, le previsioni immaginano un consistente aumento nei prossimi 5 anni: dalle 120.000 tonnellate attuali, le batterie a fine vita raggiungeranno le 170.000 entro il 2020, secondo quanto afferma il China Automotive Technology and Research Center.

Tuttavia, le stime sul valore reale del mercato sono state condotte con il freno a mano tirato, perché a nessun soggetto era stato assegnato il compito di garantire il corretto riciclo. La revisione della normativa ora affida questa responsabilità ai produttori nazionali di veicoli elettrici, ma anche a società estere e agli importatori. Un fatto che d’ora in poi obbligherà il comparto a prendere in considerazione questi aspetti prima di avviare il processo di produzione degli accumulatori.

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