Venturini: il nuovo abito di Enel Green Power

(Rinnovabili.it) – In un periodo di particolare trasformazione nel mondo dell’energia, dovuto alla drastica riduzione del prezzo del petrolio e all’incertezza con cui devono fare i conti le rinnovabili nel loro processo di sviluppo, abbiamo incontrato Francesco Venturini,  il nuovo timoniere di una delle maggiori aziende al mondo nel settore delle green energy, Enel Green […]

(Rinnovabili.it) – In un periodo di particolare trasformazione nel mondo dell’energia, dovuto alla drastica riduzione del prezzo del petrolio e all’incertezza con cui devono fare i conti le rinnovabili nel loro processo di sviluppo, abbiamo incontrato Francesco Venturini,  il nuovo timoniere di una delle maggiori aziende al mondo nel settore delle green energy, Enel Green Power.  Abbiamo potuto constatare direttamente le tendenze della nuova leadership, dopo anni di gestione Starace. In effetti l’uomo, preparato e dinamico, sembra aver raccolto con disinvoltura il passaggio del testimone e gestire in modo equilibrato il peso di una conduzione di grande responsabilità.

Mauro Spagnolo: Si è fatto un gran parlare dell’acquisizione di Enel GP da parte di ENEL.  Ad operazione completata, quali saranno – se ve ne saranno – i vantaggi per gli investitori?

Francesco Venturini: In questa operazione di acquisizione, in cui mi sono speso in prima persona, credo moltissimo. Cosa cambierà per l’investitore Enel: si riporta il titolo interamente sotto controllo Enel, che nella pratica significa poterlo utilizzare in maniera “ libera” e quindi con più efficacia rispetto a due società quotate. Questa è la sintesi dell’operazione.

MS: Ma cosa cambierà nella pratica?

FV: Investire di più nelle rinnovabili.  Più di quello che nella situazione precedente saremmo stati in grado di fare.  Significa iniziare ad utilizzare in modo integrato gli impianti di generazione rinnovabile con il resto dei sistemi  ENEL, quindi potenzialmente anche con gli impianti convenzionali, con le reti, superando l’obbligo di essere un “pure renewable player”, insomma di accedere ad una fase  di completa sinergia tra tutte le strutture e i servizi del gruppo. Mi permette infine – e  questo non è tanto un vantaggio per ENEL GP quanto per ENEL nel suo complesso – di importare una modalità di fare business, tipica delle rinnovabili, all’interno di un gruppo che in qualche maniera è ancora molto legato al passato.

MS: Mi faccia capire meglio…

FV: Per realizzare una centrale a gas ci vogliono ottimisticamente dai 3 ai 7 anni.  Per realizzare un impianto da fonte rinnovabile da 200 MW, eolico o solare, ci vogliono 9 mesi.  Il time to market è abissale.  Siamo in presenza di un mercato in cui la competizione è elevatissima, in cui tutto è super accelerato. Ci ritroviamo a fare i conti con un mondo, quello della generazione convenzionale,  che faceva programmi a lunghissimo termine e che ora improvvisamente si trova a combattere, e molto spesso a perdere,  con un mondo che invece va completamente  ad un’altra velocità. La finalità dell’acquisizione è di introdurre nel settore elettrico convenzionale queste innovative potenzialità, all’interno  di un’azienda che, forse ancora in parte, è rimasta nel passato.

La versione integrale dell’intervista al CEO di EGP, Francesco Venturini, sarà pubblicata domani sul quotidiano Rinnovabili.it www.rinnovabili.it

1 commento

  1. L’ATTIVITA’ DI E.G.P. E’ DA CONSIDERARE ,AD OGGI, SOLO UN ALIBI DI ENEL PER DIMOSTRARE UNA ATTIVITA’ NEL CAMPO DELLE ENERGIE VERDI, MENTRE E’ EVIDENTE IL SUO INTERESSE ALLA IMPORTAZIONE DI GAS. L’INSISTERE NELL’IMPEGNARSI NEI CAMPI FOTOVOLTAICI, CON LO SCARSO RENDIMENTO DI 100 WATT /M2, E RIFIUTARE DI IMPEGNARSI IN IMPIANTI C.S.P. FA NASCERE IL SOSPETTO CHE E.G.P. NON HA LE RISORSE TECNICHE OPPURE NON VUOLE DISTURBARE CHI E’ INTERESSATO ALLE IMPORTAZIONI DI GAS. M.ORSINI

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