Ambiente: Anselmi, Pnrr non è solo strumento ma anche metodo

“Serve unità progettuale di area territoriale. Toscana sarà tanto più autorevole e coinvolta, quanto più forte sarà la capacità di condivisione”. Audizione nella commissione guidata dal Lucia De Robertis (Pd): “Fondi indispensabili per non perdere occasione di crescita e sviluppo sociale”

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Foto di Dirk Wohlrabe da Pixabay

Audito il consigliere Anselmi in commissione Ambiente

Strumento di coesione sociale e crescita economica ma anche, e quasi soprattutto, “metodo per costruire unità territoriale”. È questo il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) raccontato dal consigliere Gianni Anselmi(Pd) in commissione Ambiente del Consiglio regionale, guidata da Lucia De Robertis(Pd).

Chiamato in audizione per illustrare la più ampia e ambiziosa strategia di ammodernamento del Paese, Anselmi ha fotografato il cronoprogramma su sviluppo e mobilità sostenibile, ambiente e clima, idrogeno, automotive, filiera della salute, concentrandosi sulle materie di interesse della commissione e non tralasciando di evidenziare cosa “non è previsto: costruire nuovi ospedali e strade”. Polemiche riferite ad opere che non possono rientrare nel Pnrr, sono quindi “sterili e strumentali che non fanno bene alla Toscana” fa notare il presidente della commissione Europa Francesco Gazzetti(Pd).
 
All’interno delle 6 Missioni (Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per una mobilità sostenibile; Istruzione e Ricerca; Inclusione e Coesione; Salute) la Toscana “può giocare una partita importante”. “La prima  tranche di risorse, circa 25miliardi, arriverà già ad agosto” ha detto la presidente De Robertis ricordando la risoluzione approvata in Consiglio lo scorso dicembreper favorire una interlocuzione con il Governo su “progetti di nostro interesse previsti nel Piano”.
 
“Saremo tanto più autorevoli e coinvolti nelle azioni e negli interventi da disegnare per superare l’impatto economico e sociale della pandemia, quanto più forte sarà la nostra capacità di condivisione a livello territoriale” ha detto Anselmi immaginando un modello di gestione simile a quello già adottato nello scorso Piano regionale di sviluppo, nella Riforma sanitaria e nella modifica del Testo unico del Turismo. “Dobbiamo sviluppare una visione strategica per legare il territorio in maniera omogenea”. Un “sistema di co-progettazione con i Comuni da inserire in una visione comune di Toscana”. Nel “rilancio della programmazione negoziale” Anselmi vede la strada anche per non lasciare indietro nessuno: “Gli interventi andranno bilanciati per evitare di concentrare troppo e quindi accentuare i divari anziché ridurli” ha spiegato.
 
Le opportunità per la Toscana sono enormi e il consigliere non ha mancato di ricordarle rispondendo alle domande dei commissari su rifiuti, adeguamento della normativa regionale, riconversione di aree industriali dismesse, energia (idrogeno e geotermia in primis), trasporto su gomma e su ferro. Su questo ultimo in particolare, non proprio favorevole alla nostra regione, Anselmi ritiene necessaria una interlocuzione con il ministero: “Nelle linee già tracciate occorre inserire un po’ di visione Toscana, e di Italia di mezzo, immaginando indispensabile l’accesso ferroviario ai nostri porti”.
 
Sulla Darsena Europa, e rispondendo ad una domanda posta dal vicepresidente della commissione Alessandro Capecchi (Fratelli d’Italia), il consigliere è stato chiaro: “Non è presente nel Pnrr ma la Toscana ha già stanziato 200milioni”. Anche su una “riforma della 65” (la legge di Governo del territorio ndr) accennata da Capecchi per semplificare interventi riconducibili al Piano nazionale, Anselmi è stato preciso: “Dovremmo avere ansia di semplificazione, collettiva e permanente, oltre il Pnrr. Laddove l’autonomia regionale lo consente, dovremmo intervenire pensando anche ad una struttura che si occupa di evadere tutto ciò che è timbrato Europa/Toscana” ha detto riprendendo l’idea di “unità progettuale almeno di livello territoriale” già spiegata.
 
Un altro pezzo di lavoro da portare avanti sarà quello sulla “modalità di assegnazione dei fondi” richiamata da MassimilianoPescini(Pd) che ha ricordato quanto già suggerito dal presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, “serve chiarire il ruolo delle Regioni perché siano vere protagoniste nella parti di loro competenza”.

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