Peste Suina: Toscana attiva task force per monitorare situazione

L’assessore Stefania Saccardi risponde all’interrogazione del gruppo Lega in Consiglio regionale, primo firmatario Marco Casucci. “Grandissima attenzione. Ad oggi non si registrano casi sul nostro territorio ma c’è preoccupazione per l’impatto che potrebbe avere sulle attività economiche”

Foto di Bernhard Brenner da Pixabay

Casucci: “La situazione è quanto mai rischiosa e occorre avere la massima attenzione”

Firenze – “Abbiamo costituito una task force tra gli assessorati Sanità, Agricoltura e Ambiente per monitorare la situazione. L’attenzione è massima. Ad oggi non si registrano casi sul nostro territorio ma siamo preoccupati per l’impatto che potrebbe avere sulle attività economiche”. È quanto ha riferito l’assessore Stefania Saccardi in Consiglio regionale rispondendo ad un’interrogazione con primo firmatario Marco Casucci (Lega).

“Nel secondo semestre 2021, e quindi in tempi non sospetti, la Regione ha attivato uno specifico bando rivolto agli allevamenti bradi e semibradi, per sostenere, anche fino al 50 per cento, investimenti per la salvaguardia sanitaria. La dotazione ammonta a 4milioni. Agli allevatori si consente un contributo in conto capitale per realizzare recinzioni ed evitare il contatto diretto tra animali eventualmente infetti e allevamenti allevati allo stato brado e semibrado” ha detto ancora l’assessore.

Saccardi ha poi ricordato come con specifica ordinanza del 17 gennaio, a seguito di quella statale e di quella del governatore dell’Emilia Romagna, il presidente della Giunta ha sospeso fino al 31 gennaio prossimo in provincia di Massa Carrara (Ambito territoriale di caccia 13), l’attività venatoria vagante con l’ausilio del cane, quella collettiva al cinghiale e l’attività di controllo e contenimento del cinghiale eseguita in modalità collettiva. Si prevede inoltre il rafforzamento della sorveglianza passiva attraverso l’esecuzione di battute di ricerca attiva delle carcasse di cinghiale”.

“La situazione è quanto mai rischiosa e occorre avere la massima attenzione. Servono risposte” ha replicato Casucci. “Il tema deve essere di prevenzione. Occorrerebbe un Piano regionale di attuazione di quello nazionale”. A detta di Casucci occorre “svolgere finalmente una politica di contenimento dei cinghiali. I nostri allevatori sono terrorizzati, il grido di allarme è molto serio” ha concluso.

Articolo precedentePeste suina africana, sull’Appennino modenese e bolognese utilizzati i droni
Articolo successivoRischio idraulico: approvati 3 progetti a Orvieto, Terni e Spoleto

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui