Gli Ecomusei del Trentino festeggiano 20 anni di attività

Un importante presidio per valorizzare il territorio e favorire la conoscenza delle sue caratteristiche da parte dei trentini e degli ospiti

Foto di Frank Christnacher da Pixabay

Nella suggestiva cornice di Maso al Pont di Stenico

I nove Ecomusei del Trentino hanno festeggiato stamane attraverso un convegno ospitato nella suggestiva cornice di Maso al Pont di Stenico il loro ventesimo compleanno di attività. Un traguardo importante che guarda al passato e soprattutto al futuro di un’istituzione che rappresenta ciò che un territorio è e ciò che sono i suoi abitanti. Accanto al sindaco di Stenico, all’appuntamento hanno preso parte il vicepresidente della Provincia e l’assessore provinciale alla cultura.

Nell’esprimere il proprio grazie a chi ha avuto questa intuizione vent’anni fa, il vicepresidente ha indicato gli Ecomusei come importante presidio per valorizzare il territorio e favorire la conoscenza delle sue caratteristiche da parte dei trentini e degli ospiti che scelgono questa terra per trascorrere le vacanze. Il segreto del successo di esperienze come quelle che sono state ricordate, secondo l’esponente della Giunta è dato dalla capacità di coinvolgere attivamente le comunità, spingendole, di nuovo, a guardarsi indietro, a rivisitare la propria identità, le proprie radici, per poi rivolgersi con maggiore fiducia e consapevolezza a ciò che hanno davanti. La Rete degli Ecomusei – ha concluso il vicepresidente – deve dunque continuare ad essere uno strumento di dialogo, di scambio di esperienze e di reciproco supporto per tutti gli Ecomusei del Trentino, nel loro cammino di lavoro e di crescita.

L’assessore alla cultura ha dunque evidenziato come gli Ecomusei rientrino a pieno titolo nell’offerta culturale del Trentino: il loro ventesimo compleanno rappresenta la giusta occasione per ribadire questo concetto. La Provincia ha approvato quest’anno un protocollo d’intesa con gli Ecomusei del Trentino per regolare i rapporti che riguardano la programmazione e il sostegno finanziario delle attività ed un bando pubblico, per il 2021, che prevede risorse per 150mila euro.

L’Ecomuseo è un progetto che parte dal basso quindi la prima cosa che dà valore agli Ecomusei è quello di essere radicati sul territorio. In questi vent’anni queste realtà hanno lavorato tanto sulla consapevolezza delle persone che vivono sul territorio in merito alle risorse culturali, tradizionali e ambientali che sono insite in quel territorio nella convinzione che se la popolazione è consapevole è maggiore la possibilità che i beni siano tutelati e preservati per il futuro. Quindi quello dell’Ecomuseo è un importante lavoro di costruzione del futuro. Proprio di futuro si è parlato nel convegno celebrativo odierno. La sfida principale è quella di riuscire a far dialogare le varie realtà provinciali perché come tutte le iniziative che nascono dal basso è grande la fatica nel fare un’azione di coordinamento visto che non è sempre facile mettere tutti d’accordo.
In Trentino gli Ecomusei sono stati riconosciuti con le leggi provinciali n.13/2000 e 15/2007 quale strumento dello sviluppo locale. Si tratta dei nove Ecomusei di Tesino, Valsugana, Vanoi, Argentario, Judicaria, Valle dei Laghi, Valle di Peio, Val Meledrio e Lagorai. Ogni Ecomuseo rappresenta situazioni territoriali diverse, ma tutti svolgono una delle forme più innovative nella difficile coniugazione di conservazione e sviluppo, cultura e ambiente, identità locale e turismo.
Al termine del convegno – nel corso del quale i rappresentanti degli Ecomusei hanno condiviso le proprie esperienze, guardando alle nuove sfide per il futuro – i partecipanti hanno avuto modo di scoprire di persona gli itinerari nel territorio dei sei Comuni dell’Ecomuseo della Judicaria.

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