“Human Habitat”: la mostra fotografica sull’Antropocene

La mostra aperta alle Gallerie sarà visitabile fino al 28 febbraio 2022. Anticipata da una sezione più ristretta, presso il giardino del MUSE, disponibile fino al 18 luglio 2021

antropocene
credits: provincia di Trento

Il progetto sull’antropocene nasce da “Chiasma2020”, workshop di progettazione ed autocostruzione dell’Associazione Acropoli

L’Antropocene è l’epoca geologica attuale, in cui l’ambiente terrestre, nell’insieme delle sue caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche, viene fortemente condizionato su scala sia locale sia globale dagli effetti dell’azione umana.
Siamo entrati da poco in una nuova epoca geologica: l’epoca in cui l’essere umano, attraverso il suo intenso lavoro, sta dando forma al pianeta e ai territori che abitiamo. In particolare, il nostro modello di sviluppo ha trasformato l’estetica dei luoghi per inserire attività produttive che ci permettono di sopravvivere e prosperare.

Qual è il risultato? Paesaggi a grande e piccola scala, dal carattere vibrante, monumentale, alienante e sublime.
Human Habitat: paesaggi dell’Antropocene nasce dalla consapevolezza di questi cambiamenti e si pone l’obiettivo di investigare il fenomeno e la sua estetica. Human Habitat è uno sguardo a volo d’uccello sulla superficie del pianeta e sui paesaggi della produzione, della distribuzione e dello smaltimento di risorse, attraverso gli occhi di talentosi fotografi contemporanei.
Il progetto di allestimento della mostra nasce da “Chiasma2020”, l’annuale workshop di progettazione ed autocostruzione che l’Associazione Acropoli organizza, ormai da 4 anni. Il workshop, che si è svolto dal 14 al 21 settembre 2020, ha coinvolto 15 neo-architetti, designer e studenti provenienti da tutta Italia, grazie ai quali è nato il progetto preliminare del percorso espositivo. La sinergia delle competenze e delle intuizioni di questi giovani creativi ha prodotto un allestimento innovativo e capace di valorizzare al meglio le fotografie selezionate per l’esposizione.

L’allestimento
Il percorso espositivo si articola in tre parti, ognuna con una sua caratterizzazione individuale ma allo stesso tempo capace di comporre una efficace narrazione d’insieme.
La prima parte contiene le fotografie di sei fotografi emergenti selezionati tra oltre 60 proposte ricevute da tutto il mondo grazie ad una call internazionale tenuta nel mese di agosto 2020. A supporto delle fotografie sono esposti dei pannelli informativi relativi al progetto di ricerca sul tema dell’Antropocene secondo tre filoni tematici: produzione, distribuzione e smaltimento di risorse.
La seconda parte è uno spazio di transizione che si ispira a “La Notte dei Tempi”: una sperimentazione di experience design che spezza il percorso del museo con uno spazio immersivo.
La terza ed ultima parte espone le fotografie di Tom Hegen, il lead photographer della mostra, con i suoi scatti in grande formato sorretti da elementi metallici molto esili in uno spazio etereo e minimale.

Parte 1. Antropocene
La mostra si presenta come un work-in-progress: lo spazio si articola secondo un sistema di percorsi a padiglioni seguendo uno sviluppo a griglia 3D ottenuta con tubi innocenti tipici dei cantieri edili. Questo linguaggio post-industriale trasmette al visitatore il senso dei processi produttivi. I pannelli informativi basati sulla ricerca curata da Acropoli arricchiscono la mostra con interessanti report e approfondimenti scientifici, comunicati tramite infografiche e mappe di forte impatto comunicativo.

Parte 2. La Notte dei Tempi
Questo spazio di transizione agisce da filtro tra il segmento iniziale e il segmento finale della mostra. Mentre la prima parte dell’esperienza vuole mostrare le forti capacità che l’essere umano ha di plasmare e trasformare il territorio. Entrando in questa black-box ci si ritrova in un tempo primitivo in cui il rapporto tral’essere umano e la natura era diverso: le installazioni a luci LED – alludendo a tre dei grandi misteri della natura: il fuoco, la pioggia e l’aurora boreale – ci riportano ad una condizione primitiva in cui la natura era al contempo motivo di timore, stupore e mistero.

Parte 3. Habitat
La mostra trova il suo culmine nell’esposizione delle fotografie di Tom Hegen, con una serie di 18 fotografie in formato 100x140cm montate su strutture metalliche dal design minimale. Il percorso espositivo si snoda tra le incredibili viste aeree dei paesaggi del nostro pianeta e i segni che, come esseri umani, lasciamo sul territorio; le linee nette, le tracce e gli squarci che abbiamo modellato nel tempo ci raccontano dell’efficienza, dell’ingegno e della poesiadell’intervento umano sul territorio, mostrandoci anche il “bello” dei territori sfruttati ed inquinati. Un mix di bellissimi colori e geometrie a testimonianza della nostra presenza sul pianeta e a monito per il nostro futuro.

La mostra aperta alle Gallerie, che sarà visitabile fino al 28 febbraio 2022, è stata anticipata da una sezione più ristretta, inaugurata il 21 maggio scorsopresso il giardino del MUSE (disponibile fino al 18 luglio 2021) che nel corso dell’estate ospiterà anche una serie di eventi legati al tema dell’Antropocene.

HUMAN HABIT: PAESAGGI DELL’ANTROPOCENE
Le Gallerie – Trento
Dal 13 giugno 2021 al 28 febbraio 2022
Da martedì a domenica, ore 10-18. Chiuso il lunedì, il 25 dicembre e il 1° gennaio. Aperto durante le altre festività, salvo diversa indicazione. Ingresso libero.
Una mostra dell’Associazione Acropoli.
In collaborazione con Fondazione Museo storico del Trentino e MUSE – Museo della Scienze
Con il sostegno di Fondazione Cassa Rurale di Trento
Si ringrazia: Vason Group, XYdigitale, Migliori Offerte Online, Forme di Luce, Cantina Vivallis, Grazia Calvino
Info: Associazione Acropoli – acropolitrento@gmail.com (fr)

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