A Palazzo del Bo si parla di acqua e scenari climatici

Le conclusioni del convegno affidate all’assessore all’Ambiente, Clima, Dissesto idrogeologico e Protezione Civile Gianpaolo Bottacin

guerre dell'acqua
Foto di rony michaud da Pixabay

Bottaccin: “Non siamo all’anno zero, su questo come su altri temi”

È stato l’assessore all’Ambiente, Clima, Dissesto idrogeologico e Protezione Civile Gianpaolo Bottacin a tracciare le conclusioni dell’importante giornata di studi dal titolo “Acqua e scenari climatici. Nuove conoscenze e indirizzi operativi”, svoltasi al Palazzo del Bo di Padova. 

Spesso c’è una discrasia tra quanto fatto e quanto viene divulgato – è stato l’esordio di Bottacin -. Perciò sono importanti momenti dove si ragiona su basi oggettive e si esplicitano dati scientifici, fondamentali per affrontare l’adattamento a nuove situazioni da un lato e contemporaneamente a mitigarne i rischi dall’altro”.

“Qualche settimana fa la Comunità Europea ha ad esempio evidenziato come i gas climaalteranti nel nostro territorio siano in discesa, nonostante si viva in un’area fortemente antropizzata e che si caratterizza altresì per una serie di evidenti limiti geomorfologici. Il dato oggettivo tuttavia è che l’aria è in costante miglioramento, grazie ai diversi interventi messi in atto nel tempo, anche se una narrazione a volte distorta evidenzi altro”. 

“Non siamo all’anno zero, su questo come su altri temi – ha proseguito l’assessore -, a partire dalla gestione delle problematiche create dall’acqua, la quale segue le leggi della fisica e non la concertazione democratica”.

“Un amministratore ha perciò il dovere di seguire un’unica strada, che passa per l’ascolto della comunità scientifica. Per questo io nel mio ruolo ho ritenuto di puntare moltissimo su ogni forma di collaborazione accademica, come ad esempio per il modello di previsione delle piene. Purtroppo – ha concluso Bottacin – da quando esistono i social, siamo una minoranza a rivolgersi al mondo accademico, ma per quel mi riguarda continuerò a insistere affinché si dia ascolto alla scienza vera e un po’ meno alle lauree da social”.

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